È cominciata stamane, 12 giugno, l’udienza presso il tribunale di Prato per incardinare il rito abbreviato del processo contro la 31enne pratese accusata di atti sessuali con minore e violenza sessuale sul 15enne da cui ha avuto un figlio. Una udienza decisamente breve visto che  il giudice Francesco Pallini di Prato ha deciso di rinviare il procedimento dopo aver constatato un problema formale legato alla mancanza di un atto. Ad accorgersi dell'assenza dell'atto dentro il fascicolo del processo è stato il legale dei genitori del 15enne, i quali si sono costituiti parte civile. All'udienza, come era stato annunciato, non si è presentata la donna imputata mentre era presente in aula tra i banchi il marito. L'uomo voleva rilasciare alcune dichiarazioni al giudice ma se ne riparlerà il 14 giugno prossimo, data in cui è stata fissata la nuova udienza. “Affronto tutto questo con la coscienza pulita, a testa alta”, ha detto l’uomo entrando e rispondendo alle domande dei cronisti. A differenza dalla moglie, deve rispondere di false dichiarazioni a ufficiale di stato civile poiché in una prima fase della storia aveva affermato di essere lui il padre del bambino nato dalla relazione della moglie con il minorenne.

Gli avvocati della “prof di Prato”, come è stata appellata visto che dava ripetizioni di inglese al 15enne, hanno comunque presentato al giudice vari documenti tra cui alcuni ritenuti utili per chiedere al tribunale di attenuare la misura degli arresti domiciliari. Si tratta di due relazioni: una perizia psicologica per "dimostrare l'impossibilita' dell'assistita di reiterare il reato" e funzionale quindi a chiedere un'attenuazione della misura cautelare, e un'altra che invece fa leva sulla presunta inattendibilità del 15enne, il quale aveva reso le dichiarazioni in un incidente probatorio. "Il percorso di cura intrapreso dalla nostra assistita sta procedendo bene e anche per questo chiederemo di attenuare la misura", aveva spiegato prima dell'udienza odierna uno dei difensori, l'avvocato Mattia Alfano, annunciando che la donna comunque non sarebbe stata presente. La procura di Prato aveva chiesto per lei il giudizio immediato, ma il collegio difensivo della donna – composto anche da Massimo Nistri – ha chiesto al giudice di poter effettuare un rito alternativo, l’abbreviato.

"Ero innamorata. Volevo lasciare mio marito per lui. Fare altri figli, ma non l'ho toccato fino a quando non ha compiuto 14 anni". Queste le parole della 31enne davanti al magistrato, confermate anche nell'interrogatorio di garanzia sostenuto davanti al giudice Francesca Scarlatti. La donna avrebbe ammesso di aver avuto una lunga relazione sessuale col suo allievo  Ma avrebbe respinto l'accusa di aver fatto sesso con lui quando aveva appena 13 anni. Aspetto comunque da chiarire e che potrebbe aggravare la posizione della 31enne.