Fabio Cusin, preside dell'istituto scolastico comprensivo di Porto Tolle, ha negato l'accesso alla scuola al vescovo di Porto Tolle  Adriano Tessarollo. Con la sua decisione il dirigente scolastico ha dichiarato di voler difendere la laicità dell'istituzione scolastica, ma si è anche esposto a pesanti critiche e a una possibile futura ispezione da parte del personale del Provveditorato. La scelta del preside di tenere il vescovo fuori dalle aule ha però generato una polemica anche politica, tanto che l'assessore della Regione Veneto all'Istruzione, Elena Donazzan, l'ha definita "assurda, illogica, figlia di un laicismo estremo e fazioso".

In realtà Fabio Cusin ha ampiamente motivato la decisione di non far accedere alla scuola monsignor Tessarollo, inviando al vescovo una lettera circostanziata: "Non ho ricevuto – vi si legge, tra le altre cose – alcuna richiesta dal Vescovado di Chioggia di un intervento o anche solo di una semplice presenza del Vescovo a Scuola. La cosa mi è stata prospettata come possibilità dalla mia collega Di Mascio, quando abbiamo fatto il passaggio di consegne, e poi richiesta dal Sindaco in due successive occasioni nei mesi scorsi. Effettivamente risposi che, essendo la scuola laica, ritenevo inopportuna la presenza di un rappresentante di una confessione religiosa, seppure largamente maggioritaria come la Religione Cattolica, a meno che non fosse prevista una specifica attività didattica che lo richiedesse, nel rispetto del pieno pluralismo delle idee".

E ancora: "Lo Stato Italiano, del quale le Scuole Pubbliche sono amministrazioni autonome, è laico, aconfessionale". Cusin – nella missiva – ha aggiunto: "Non è scritto esplicitamente nella Costituzione, come avviene per altri Paesi Europei, ma lo si evince facilmente dalla lettura di diversi articoli della Carta. Per esempio il n. 7: ‘Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi…..'; o il n. 8: ‘Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze'. Se ne deduce che le Scuole Pubbliche sono anch’esse laiche e aconfessionali".