Un uomo statunitense della Florida dopo un grave malore è stato trasportato in ospedale per le cure del caso: arrivato al pronto soccorso in gravi condizioni e incosciente, i medici hanno fatto una strana scoperta sul suo corpo. Sul petto, infatti, aveva tatuata la scritta "non rianimatemi", con la parola "non" sottolineata, e la sua firma sotto il tatuaggio. I dottori si sono chiesti se il tatuaggio rappresentasse le vere volontà del paziente o se lo avesse fatto senza pensare agli effetti di una simile indicazione, quindi inizialmente hanno tentato di tenerlo in vita, ignorando la scritta sul petto. Con il peggiorare della situazione, tuttavia, i medici hanno scelto di rispettare la volontà dell'uomo, decisione poi confermata dal ritrovamento negli archivi del documento ufficiale siglato dal paziente quando ancora era in vita.

Come racconta il New England Journal of Medicine l'anziano era stato portato in ospedale in stato di incoscienza e con un alto tasso alcolemico nel sangue. L'uomo inoltre aveva anche dei seri problemi ai polmoni (una malattia di lungo corso), diabete e problemi cardiaci. Dopo alcune ore di osservazione, le sue condizioni sono peggiorate, e per mantenerlo in vita i medici sarebbero dovuti intervenire con soluzioni drastiche. La scritta "Non rianimatemi" tuttavia ha posto nei dottori non pochi dubbi: i medici, infatti, si sono chiesti se rappresentasse una reale e legittima volontà oppure meno: "In un primo momento abbiamo volutamente ignorato il tatuaggio, decidendo di non intraprendere un percorso irreversibile in una situazione di incertezza – hanno scritto i medici autori del report – ma il tatuaggio ci ha costretti comunque a richiedere una consultazione etica".

I medici si sono domandati: è un ordine valido quello contenuto nel tatuaggio? Dopo che se lo è tatuato, ha cambiato idea? "Dopo aver analizzato il caso del paziente – hanno detto i dottori – i consulenti etici dell'ospedale ci hanno detto di procedere rispettando quanto espresso dal tatuaggio. Hanno suggerito che fosse più ragionevole e sensato pensare che questo rappresentasse le reali volontà del paziente e che spesso la legge non è abbastanza flessibile in casi come questo, in cui il supporto nei confronti del paziente ha la priorità, così come il rispetto del suo miglior interesse". Il paziente, così, non è stato sottoposto a ulteriori trattamenti sanitari ed è deceduto poco dopo.