biglietteria ingannevole a pompei

Immagini che illudono i turisti e propongono visite inesistenti a domus chiuse da anni, questa la denuncia di  Antonio Irlando, presidente dell'Osservatorio Patrimonio Culturale, che ha diffuso due fotografie scattate all'ingresso dell'area archeologica pompeiana di "Porta Marina superiore", dove sopra i box delle biglietterie, sono pubblicizzate immagini degli
scavi: "È ridicolo che alla biglietteria principale degli Scavi di Pompei vengano ancora proposte ai visitatori, con grandi immagini, attività e visite di alcune domus che da anni sono inesistenti".

Migliaia di visitatori sono delusi e irritati dalle immagini ingannevoli. Nella prima immagine si propongono gli spettacoli nel "Teatro Grande", con una foto del teatro romano in occasione del concerto diretto da Riccardo Muti, il "baby Pompei", percorso per i bambini e "Pompei by night" per le visite notturne all'area archeologica. Nella seconda la visita alla "domus di Giulio Polibio", di cui viene mostrato l'ologramma dell'antico pompeiano, "Pompei bike", con la visione di alcune bici riprese sullo sfondo degli scavi e il "Cantiere evento dei Casti Amanti", di cui si mostra il giardino della celebre domus di via dell'Abbondanza.

biglietteria ingannevole di Pompei

"Il teatro romano è stato solo inaugurato nel 2010 spiega Antonio Irlando – dopo il restauro-scandalo spiegato da un'inchiesta della Procura il cui costo è lievitato dai circa 500mila euro iniziali ad oltre 8 milioni e da allora nessun'altro spettacolo". Assenti anche le attività per i bambini e la possibilità di girare in bici lungo le mura della città antica, nonché le visite notture -riservate a pochi giorni all'anno- e le domus chiuse da tempo di Giulio Polibio e dei Casti Amanti, per cui furono spesi molti milioni di euro per gli allestimenti ultratecnologici.

Non c'è pace per Pompei, dopo i recenti crolli e la visita ispettiva dei ministri Bray e Trigilia, che non si sono accorti del degrado in cui versano gli stucchi pregiati attorno i cantieri del Grande Progetto finanziato dall'Unione Europea con 100 milioni di euro. Fanpage aveva denunciato molti mesi prima il rischio che l'Unesco ritirasse la tutela dal sito, continuando a documentare come muoiono gli scavi con diversi reportage. Non ultima, la paradossale vicenda di un'ottantenne che deve badare a proprie spese alla tutela e salvaguardia di due antiche tombe romane.