Sgarbi chiede 250mila euro di danni al Ministero dei beni culturali
Vittorio Sgarbi fa causa al Ministero dei beni culturali e chiede 250mila euro di danni. Secondo l ‘ex parlamentare infatti il Ministero non gli avrebbe corrisposto quanto dovuto per alcuni contratti ottenuti durante l’era Bondi e Galan, provocandogli uno stato di “stress, ansia, insonnia”. Come ha spiegato il suo legale, Sgarbi aveva ottenuto l’incarico di dirigente del Polo museale della città di Venezia, di responsabile unico per le Opere complementari e di adeguamento funzionale del cantiere delle Grandi Gallerie di Venezia e di curatore del Padiglione Italia alla Biennale d'arte di Venezia, ma la Corte dei Conti rifiutò per ben due volte il visto e la registrazione del decreto di nomina, finché il Ministero dovette fare marcia indietro e revocare gli incarichi. Sgarbi però, sempre secondo quanto afferma il suo avvocato, in quel periodo ha svolto il suo lavoro per il quale però non ha ricevuto il compenso adeguato. Per quel periodo di lavoro in realtà Sgarbi ha ottenuto un compenso, ma molto lontano dai 200mila euro previsti nei contratti da dirigente, la somma che gli è stata versta è di 117 euro e 36 centesimi, importo che per il critico è “una provocazione”. La situazione comunque, sempre secondo l’avvocato di Sgarbi, ha portato al suo assistito “un grave danno patrimoniale e di immagine”, in pratica Sgarbi non solo ha lavorato e sostenuto delle spese, ma non essendo stato riconosciuto il proprio ruolo ha subito anche uno “stato di stress”. A questo punto è scattata la richiesta di 250 mila euro a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Per risolvere la questione Sgarbi ha proposto anche una mediazione, ma il Ministero non ha nessuna intenzione di accettare.