Severino: dopo il ddl anticorruzione altri provvedimenti sulla giustizia
Soddisfazione per il risultato raggiunto, ma anche delusione per le forti critiche che stano arrivando al ddl anticorruzione, è questo lo stato d'animo del Ministro della Giustizia Paola Severino raccontato in un'intervista a Repubblica. Il disegno di legge anticorruzione appena passato in terza lettura al Senato certamente "non favorisce i corrotti" ha affermato il Ministro rispondendo alle accuse avanzate da Di Pietro, annunciando però allo stesso tempo che nelle prossime settimane il Governo è pronto a mettere mano ad un'altra serie di provvedimenti in materia di giustizia complementari al ddl anticorruzione. Ricordando le parole di Monti Severino ha assicurato che se il ddl passerà senza problemi anche alla Camera, sarà un grosso passo avanti in quanto a dispetto delle critiche vengono "inseriti nuovi reato quali la corruzione tra privati e il traffico di influenze illecite, fino a pochi mesi fa osteggiati" e "si prevede rilevanti aumenti di pena per la gran parte delle fattispecie di reato".
Prima della fine della legislatura dunque probabile un nuovo ddl sulla giustizia che prenda in esame altri reati connessi alla corruzione come i reati societari e l'auto-riciclaggio, ma anche i termini della prescrizione "che non potevano stare tutti insieme" altrimenti sarebbe stato impossibile approvare il testo in Parlamento. Nessun inciucio dunque ma un'evidente equilibrio tra le parti che ha costretto il Ministro a trovare una soluzione valida per tutti. "Non ho mai subito veti incrociati, ma ho rilevato una profonda distanza tra le posizioni dei partiti, rispetto alle quali occorreva trovare una soluzione equilibrata, che non alterasse lo spirito della legge" ha detto Severino, che ha rigettato al mittente le accuse di aver favorito i processi in corso a carico di Penati e Berlusconi. "Il legislatore deve tenere il tema della prescrizione separato da quello della misura della pena per singoli reati" ha detto il Ministro spiegando di aver abbassato la pena per la concussione per induzione in quanto "differenziata rispetto alla costrizione" e perché "diversamente da altri emendamenti che volevano abolire la concussione o farla confluire nel meno grave reato di corruzione ho voluto mantenere sia l’una che l’altra figura".