Continua il dibattito sul nodo della prescrizione. A un mese dall'entrata in vigore della riforma arrivano le critiche sul testo fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle e dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. "La riforma della prescrizione, svincolata dall’insieme di riforme strutturali necessarie ed inserita incidentalmente nel testo della cosiddetta legge Spazzacorrotti, rischia di produrre squilibri complessivi, che sarebbe però errato attribuire alla riforma in sé ed alla sua ratio ispiratrice", ha detto Luca Poniz, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) aprendo il congresso nazionale tenutosi a Genova.

"Oggi è compito della politica trovare un punto di equilibrio tra le irrinunciabili riforme organiche di un sistema complesso, sapendo percorrere vie, ad esempio il significativo potenziamento di riti alternativi, oggetto talvolta di pregiudiziali ostilità che nulla hanno a che vedere con una meditata valutazione sul loro fondamento e irrinunciabilità nel sistema processuale vigente, che siano in grado di restituire una coerente efficienza al sistema accusatorio".

Lo scontro nella maggioranza

Il leader dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio taglia corto: "Mi si dice che potrebbe esserci un blitz in Parlamento per provare a fermare la nostra riforma che dice che se vieni condannato in primo grado non puoi più farla franca perdendo tempo. Io dico che noi il lavoro sulla prescrizione lo abbiamo già fatto e che entra in vigore il primo gennaio". E Bonafede aggiunge: "Se il Partito Democratico dovesse andare in Aula e fare asse con Forza Italia, Lega e Fdi proprio sulla prescrizione dopo decenni di battaglia con Berlusconi, sarebbe un fatto grave, prima di tutto per gli elettori del Pd".

Il segretario dem, Nicola Zingaretti, riprendendo la posizione dell'Anm, ribatte: "Noi diciamo che accanto alla prescrizione bisogna garantire i tempi certi e brevi del processo. Se questo si ottiene noi non facciamo nessun problema". Mentre il suo vice, Andrea Orlando afferma di non volere passi indietro sulla prescrizione, ma passi avanti sul processo penale: "Multe e minacce di disciplinare non funzionano. Al ministro continuiamo a chiedere soluzioni concrete".

L'opposizione

L'opposizione continua a essere scettica: "I Cinque Stelle continuano a difendere arrogantemente lo stop alla prescrizione. Una misura illiberale che, a partire dal primo gennaio, sancirà il ‘fine processo mai", dice la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini. Il partito di Silvio Berlusconi ha presentato una proposta di legge per bloccare la riforma: "Ci aspettiamo da Partito democratico e Italia Viva una decisione di buon senso. Zingaretti e Renzi non siano complici di questo disastro. Non c'è tempo da perdere".

L'appello di Luigi Di Maio

Già alcuni giorni faDi Maio, aveva lanciato un appello agli alleati del governo del Partito democratico, chiedendo loro di non fare come Matteo Salvini sulla riforma della giustizia e affermando di aspettarsi un cambio di rotta. "Vittime di disastri, vittime di stupri, vittime di malaffare e corruzione hanno diritto ad avere giustizia. Spesso invece i processi contro i loro colpevoli sono durati talmente a lungo da andare in prescrizione e chi doveva pagare non ha mai pagato. Ecco perché il nostro ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sta lavorando al dimezzamento dei tempi dei processi ed ecco perché nel frattempo abbiamo già approvato una riforma che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio", aveva scritto su Facebook il capo politico pentastellato.

Di Maio aveva quindi puntato il dito contro l'ex alleato di governo, che "dopo aver approvato la riforma ha cominciato a dire ‘no', ‘aspettate un attimo', ‘vediamo'". E aveva chiamato in causa il leader del Carroccio: "Salvini si è messo di traverso e accanto a lui è ovviamente comparso tutto il carrozzone di centrodestra, con in capo Berlusconi che – proprio grazie alla prescrizione – l'ha fatta franca innumerevoli volte. Ora, noi con questa gente e con questo modo di prendere in giro gli italiani per difendere i propri interessi, non vogliamo avere niente a che fare".

Quindi l'appello diretto ai dem: "Mi aspetto che la musica sia cambiata. Il Pd ai tempi di Berlusconi al governo, ma anche all'inizio della scorsa legislatura, diceva di interrompere la prescrizione ancor prima della sentenza di primo grado, già al rinvio a giudizio. Possiamo fare questo passo importante insieme. Questo governo può davvero cambiare le cose. Ma le parole non bastano, servono i fatti. Noi ci siamo, come sempre".