816 CONDIVISIONI
Conflitto in Ucraina
16 Maggio 2022
17:45

Salvini chiede a Draghi di non inviare altri armi all’Ucraina: “Finalmente abbiamo parlato di pace”

Il segretario della Lega Matteo Salvini è stato ricevuto dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi: “Dopo quasi tre mesi di guerra finalmente siamo riusciti a parlare di pace”.
A cura di Annalisa Cangemi
816 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Conflitto in Ucraina

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha avuto un colloquio con il presidente del Consiglio Draghi a Palazzo Chigi. L'incontro era stato annunciato per discutere della posizione dell'Italia nella guerra in Ucraina, in vista soprattutto dell'informativa che il presiedente del Consiglio Draghi farà in Parlamento giovedì 19 maggio.

"Finalmente abbiamo parlato di pace. Dopo quasi tre di mesi guerra riuscire a parlare concretamente di pace, di cessate il fuoco, di salvare vite, e anche di posti di lavoro, è qualcosa che non mi fa dormire la notte", ha commentato Salvini al termine del faccia a faccia. "Rispetto ai toni bellicisti che c'erano da parte di quasi tutti fino a pochi giorni fa il fatto che il presidente Draghi sia andato a Washington a portare parole e progetti di pace, l'idea di un'Europa nuova, Francia, Germania e Italia, che mette al centro il disarmo e la salvaguardia dei posti di lavoro in patria, è qualcosa su cui sto lavorando da più di due mesi, e che inizia a far vedere i primi frutti. Abbiamo parlato di come arrivare al cessate il fuoco al più presto con un'Italia protagonista", ha detto parlando con i cronisti.

"Lasciamo ad altri i venti di guerra, l'Italia è sempre stata potenza d'equilibrio, alleata delle democrazie occidentali. Ho ribadito al presidente Draghi che sto percorrendo tutti i canali e i rapporti che ho coltivato negli anni per arrivare a un cessate il fuoco. Poi intorno al tavolo si siederanno le potenze in conflitto. L'importante è arrivare al dialogo", ha aggiunto.

Salvini ha detto che la Lega non chiederà un voto sulle armi, ma ha spiegato al premier che il suo partito è contrario a un quarto decreto sulle armi da inviare all'esercito di Kiev, dopo che il terzo decreto, con l'elenco delle armi secretato, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale venerdì: "Il disarmo e il cessate il fuoco passano attraverso uno stop dell'invio di armi".

"Mandare aiuti economici e militari all'Ucraina" inizialmente era "giusto e lo abbiamo votato con convinzione". Ora "ulteriori invii di armi non penso siano la soluzione giusta. Il dialogo non si prepara con l'invio di altre armi", ha detto il leader della Lega al termine dell'incontro con il premier. "Dai dati che ho a disposizione penso che sia l'Ucraina e che la Russia, sia la comunità internazionale, Europa e Italia in primis, inizino a essere stanche del conflitto. Se qualcuno pensa e spera che la Russia e l'Ucraina possano vincere sul campo con i carri armati, con le bombe, con i missili e con i morti vive su Marte. La guerra finirà al tavolo dei negoziati. Prima iniziano i negoziati e più c'è la possibilità di salvare vite e posti di lavoro". Domani Salvini avrà un incontro con i sindacati sugli aumenti degli stipendi e sul tema della sicurezza: "Se la guerra va avanti ci sarà una strage di posti di lavoro, l'Italia rischia di perdere milioni di posti di lavoro".

Sul tema delle sanzioni Salvini ha detto che l'embargo sul petrolio e sul gas fa più male all'Italia e all'Europa: "La Russia vende il suo gas e il suo petrolio alla Cina e all'Asia e noi spegniamo il riscaldamento e fermiamo le aziende. Oggi l'Italia non è in grado di rimpiazzare il gas russo".

Il colloquio tra Draghi e Salvini, si legge in una nota di Palazzo Chigi "si è incentrato sulla recente visita negli Stati Uniti, nel corso della quale è stato riaffermato l'impegno dell'Italia per la pace attraverso il sostegno all'Ucraina, l'imposizione di sanzioni alla Russia, la rinnovata richiesta di un cessate il fuoco e dell'avvio di negoziati credibili".

"Nel corso dell'incontro – prosegue la nota – si è parlato anche delle conseguenze economiche e umanitarie del conflitto in corso, con particolare riferimento alla necessita' di prevenire una crisi alimentare sul larga scala e di proseguire lungo la strada dell'accoglienza ai profughi ucraini. Sul fronte dell'energia, è stata condivisa l'importanza di un percorso che affianchi diversificazione delle fonti di approvvigionamento e investimenti sulle rinnovabili".

816 CONDIVISIONI
2594 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni