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Riforma dell’istruzione tecnico professionale, parte sperimentazione dal prossimo anno scolastico

Il ministro dell’Istruzione Valditara porterà a giorni in Cdm il ddl sulla riforma dell’istruzione tecnico-professionale, che partirà, in via sperimentale, dall’anno scolastico 2024/2025.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il ministro dell'Istruzione Valditara lo aveva già anticipato al Forum Ambrosetti di Cernobbio, domenica scorsa: a giorni, probabilmente a metà settembre, arriverà in Cdm il disegno di legge sulla riforma dell'istruzione tecnico-professionale, una misura pensata "per venire incontro" alle "esigenze" degli studenti e contemporaneamente a quelle del mondo produttivo.

Dopo un confronto con Regioni e parti sociali, scrive il Sole 24 Ore, il ministro è pronto a presentare la riforma. Secondo il quotidiano è infatti alle battute finali l'elaborazione del ddl che fa nascere la nuova "filiera formativa tecnologico-professionale", destinata a coinvolgere in un'ottica di "campus" istituti tecnici, istituti professionali statali, percorsi Ifts (percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore), IeFp regionale (corsi triennali di istruzione e formazione professionale) e Its Academy (scuole di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica post diploma che permettono di conseguire il titolo di tecnico superiore).

Il progetto partirà come sperimentazione dal 2024/25 e potrà coinvolgere fino a un massimo del 30% degli istituti tecnici e professionali attivi sul territorio regionale. I punti chiave della riforma sono cinque: percorsi quadriennali, rilanciando in larga scala la sperimentazione delle superiori in quattro anni, anziché cinque, (per altro già partita e che oggi interessa 2/300 scuole in tutt'Italia). Rafforzamento delle materie di base, in particolare italiano e matematica. Apprendistato formativo e alternanza scuola-lavoro (potrebbe arrivare fino a 400 ore nel triennio. Docenze di esperti provenienti dal mondo produttivo e professionale per ampliare l'offerta didattica, in primis quella laboratoriale. Spinta all'internazionalizzazione con più scambi internazionali, visite e soggiorni di studio, stage all'estero. Il modello che dovrà rappresentare la nuova filiera è il campus che, a livello di singolo territorio o distretto produttivo, potrà offrire agli studenti più percorsi di studio, mentre ulteriori dettagli arriveranno con successivi decreti ministeriali.

Valditara dal Forum Ambrosetti aveva anticipato alcuni punti: "La filiera dovrà mettere in continuità il sistema dell'istruzione tecnico professionale con quello degli Its, abbiamo immaginato 4 anni più due proprio per venire incontro per quelle esigenze di immettere bene e presto nel mondo del lavoro competenze qualificate, maggiore spazio all'alternanza scuola lavoro e apprendistato formativo e investimento su competenze di base oltre alla possibilità per docenti e tecnici e manager e dirigenti delle imprese di insegnare nelle scuole laddove mancano delle specializzazioni". 

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