denuncia renzi

Francesco Santantonio, sessantenne salentino di Torre Suda, ha denunciato il presidente del Consiglio Matteo Renzi e l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il motivo ? Violazione dell'articolo 98 del Testo Unico del 1957:  "Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000".

In pratica, l'accusa sostiene che avendo pubblicamente e reiteratamente esortato gli elettori ad astenersi dal referendum contro le trivelle, Renzi e Napolitano avrebbero commesso un reato. “Renzi e Napolitano, abusando della loro funzione, hanno esortato pubblicamente il popolo italiano all’astensione al referendum del 17 aprile. Il referendum popolare è uno strumento dell’ormai decaduta democrazia e rappresenta un diritto-dovere dell’elettore e per nessuna ragione poteva indurre i querelanti ad assumere questo atteggiamento", si legge nell'esposto presentato stamane ai carabinieri.

Non è l'unica denuncia attualmente presentata a carico del presidente del Consiglio per questo tipo di reato. Già nelle scorse settimane Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, ha formalmente depositato un'istanza di querela nei confronti di Matteo Renzi. Nell'esposto di Magi si legge infatti che "il dovere di neutralità del Governo sarebbe stato violato per conflitto di interesse politico, conflitto di interesse economico, per la mancata consultazione del Comitato promotore e infine per le ripetute dichiarazioni di esponenti di Governo sull’inutilità del voto e sulla scelta astensionista”.