Processo trattativa Stato-Mafia: primo ok alla testimonianza di Napolitano
Update ore 15.15 – Napolitano non deporrà sulle telefonate con l’ex ministro Mancino. Il Capo dello Stato non sarà chiamato a deporre sulle sue telefonate con Nicola Mancino intercettate nell’inchiesta sulla trattativa Stato – Mafia. È quanto ha deciso questa mattina il presidente della Corte d’assiste, Alfredo Montalto, che ha comunque stabilito che l’audizione del presidente Napolitano su altri temi del processo può considerarsi legittima. Il mese scorso la Corte di Cassazione aveva dato il via libera alla distruzione delle telefonate tra il capo dello Stato e l'allora ministro dell'Interno Mancino.
Arriva il primo sì da parte della Corte d’assise di Palermo per la testimonianza di Giorgio Napolitano nel processo sulla trattativa Stato-Mafia. I giudici di Palermo hanno autorizzato la citazione di tutti i testimoni indicati nella lista testi della Procura tra cui compare, appunto, anche il Presidente della Repubblica Napolitano. Si tratta di un primo vaglio che esclude che la testimonianza sia “vietata dalla legge o ridondante”. Nel corso del processo che andrà in scena a Palermo a partire dal 27 maggio, i giudici valuteranno poi l’ammissibilità delle deposizioni.
In totale i testi citati dai pm sono 178: oltre a Napolitano ci sono anche il presidente del Senato Pietro Grasso, l’ex pg della Cassazione Vitaliano Esposito, l’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e ancora altri esponenti politici. Il processo vede 10 imputati per la presunta trattativa Stato – Mafia: si tratta di Totò Riina, Antonino Cinà, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, il figlio dell'ex sindaco di Palermo Massimo Ciancimino, gli ex ufficiali dei carabinieri Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, l'ex senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e l'ex ministro Nicola Mancino, accusato di falsa testimonianza.