Partite Iva, le nuove modifiche nel ddl lavoro
Tra i sedici emendamenti presentati in commissione lavoro al Senato dagli stessi relatori al disegno di legge sul lavoro del Ministro Fornero, modifiche importanti sono in arrivo anche per i possessori di partite iva. Tra le novità più importanti sicuramente l'innalzamento dei criteri per far scattare le presunzioni di falsità delle partite iva. La riforma del lavoro presentata della Fornero, infatti, aveva imposto una stretta alla proliferazione delle partite Iva che spesso rappresentano delle false collaborazioni che nascondono un semplice contratto di lavoro dipendente. Con i nuovi emendamenti dei relatori Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl) però vengono accolte alcune richieste di particolari categorie di professionisti e di imprese e anche di alcune forze politiche che chiedevano minori restrizioni in merito.
Le nuove regole delle partite Iva – Con i nuovi emendamenti al ddl lavoro viene imposto un reddito minimo pari a 18mila euro lordi all'anno per considerare vere le partite Iva, al di sopra del quale tutte le presunzioni per far scattare l'assunzione previste in precedenza saltano. In più però come rivelano i due relatori i soggetti che erogano prestazioni lavorative devono essere connotati da competenze teoriche o pratiche "di grado elevato". Insomma un metodo per dire che sulle vere prestazioni professionali nessuna volontà di intervenire, ma solo il bisogno di arginare la discutibile pratica delle partite iva richieste ai dipendenti dalle aziende per pagare meno.
Cambiano i criteri per far scattare la presunzione di falsità – Negli emendamenti ritoccati, inoltre, proprio i tre criteri che fanno scattare la "falsità" delle partite iva e il loro passaggio immediato ad un contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Se nel ddl lavoro originario la collaborazione delle partite Iva non poteva contemporaneamente superare i sei mesi, essere oltre il 75 % dei guadagni complessivi del lavoratore e prevedere la presenza quotidiana del lavoratore in azienda, ora questi parametri sono aumentati rispettivamente a otto mesi, l'80% dello stipendio e la disponibilità di una postazione fissa in azienda.
Nessun cambiamento per le partite Iva iscritte agli albi – Restano valide e dunque con nessun vincolo tutte le partite Iva che prevedono prestazioni lavorative "svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione a un ordine professionale, ovvero ad appositi registri e albi". Soddisfazione per questa nuova formulazione del ddl lavoro è arrivata dalla stessa Fornero che ha dichiarato "accoglibili" gli emendamenti sulle partite iva e il lavoro parasubordinato.