Montezemolo ha deciso: “Scendiamo in campo per il Monti-bis”

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Dopo l’apertura del Prof annunciata nei giorni scorsi, il presidente di Italia Futura, in un’intervista al Corsera, fa sapere che si impegnerà “personalmente affinché il progetto del governo tecnico abbia successo”. Ed esclude alleanze con i partiti. La politica è passata «dal cinepanettone all’horror di serie b» dice.

Spesso lo abbiamo definito "il temporeggiatore", tuttavia ora Luca Cordero di Montezemolo sembra aver definitivamente sciolto le riserve in merito al suo ingresso sulla scena politica italiana. Almeno per quel che riguarda chi sostenere: Mario Monti. L'assist glielo serve lo stesso prof, che qualche giorno fa ha annunciato, seppur timidamente, la sua disponibilità nel continuare a guidare il Paese, «se ci dovessero essere circostanze particolari». Oggi il Presidente di Italia Futura in un'intervista al Corriere del Sera spiega la sua posizione:

Il progetto a cui è sempre stata interessata Italia Futura è contribuire al rinnovamento della politica nelle persone, nelle idee e nelle proposte. Per questo è necessario costruire una grande forza popolare, riformatrice e autenticamente liberale, che nasca dall’incontro tra società civile e politica responsabile e si ponga l’obiettivo di dare consenso elettorale al percorso avviato da Monti. Personalmente intendo impegnarmi perché questo progetto abbia successo, senza rivendicare alcun ruolo o leadership».

Montezemolo tende la mano al premier, dal momento che «la stagione delle riforme è appena iniziata». Questo il pensiero dell'ex leader di Confindustria sull'esecutivo tecnico nell'articolo a firma di Aldo Cazzullo:

Mario Monti è riuscito a dare agli italiani l’idea che si possa voltare pagina, affrontando un momento drammatico della nostra storia. Adesso è necessario un passaggio elettorale per consolidare il lavoro svolto ed andare oltre. Dobbiamo legittimare con il voto di milioni di italiani l’apertura di una stagione di ricostruzione nazionale, che sarà lunga e difficile”.

Italia Futura dice sì al governo Monti, dunque,  e non ha alcun intenzione di scendere a patti con i partiti. Perché ormai la rappresentazione che la politica da' di stessa è passata «dal cinepanettone all’horror di serie b» dice Montezemolo. E quindi «occorre mettere in campo una politica diversa da quelle del passato che ci hanno portato sin qui, in una posizione desolante che l’Italia non merita».

Serve un movimento che nasca dalla scelta comune di tante personalità e associazioni, provenienti da matrici ed esperienze diverse ma unite dalla convinzione che nessuno degli attuali partiti sia da solo in grado di rispondere alla crisi italiana. Oltre la destra e la sinistra di questa fallimentare Seconda Repubblica occorre dare finalmente un approdo agli elettori liberali, democratici e riformisti”.

E su Renzi? Per Montezemolo «è un fatto nuovo, una bella dimostrazione di democrazia». Quanto all’Udc, «non ho nessun pregiudizio» dice, ma «non credo basti cambiare la cornice o il simbolo, o reclutare due o tre figure della società civile, per realizzare operazioni di vero rinnovamento».

Se i partiti del centro hanno in testa qualcosa di diverso da una “Udc 2.0”, da un remake dello stesso film, e pensano invece a contenuti, idee e rinnovamento vero della classe dirigente, allora vale assolutamente la pena aprire un dialogo. 

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