di Nicola Fratoianni

Caro Ministro Bianchi,
stamattina quasi tutti i giornali commentano la performance di Elodie a Sanremo.
Scrivono che incanta per la sua bellezza, ma a me ha incantato invece la sua intervista al Corriere della Sera, quella che – devo confessarlo – non avevo ancora mai letto prima, quella in cui racconta la sua difficile storia personale.
L'ho fatto ieri sera, e l'ho trovata di una forza e di una autenticità molto rare.

Elodie racconta della sua famiglia difficile, di genitori con molti problemi, tra cui la tossicodipendenza, di una casa al Quartaccio in cui spesso mancava l’acqua calda e – dice – si faceva fatica a concentrarsi.
Più ci si addentra nel testo, più le parole intanto portano a galla, oltre l’esperienza personale, uno spaccato delle periferie materiali ed esistenziali in cui sono intrappolati decine di migliaia di giovani nel nostro Paese: Elodie non si nasconde, parla della vergogna superandola, e questo gesto trasforma un dolore personale in una questione sociale.

Straordinaria, Le consiglio di leggerla e tenerla a mente. Perché è una testimonianza da sbattere in faccia a tutti quei perbenisti che giudicano i ragazzi delle periferie con il dito puntato, e che con sdegnosa altezzosità non sanno far di meglio che invocare polizia e dannazioni.

Elodie invece indica a tutti noi, con semplicità, la strada giusta: dice che "servirebbero delle super-scuole", che "l'unica via d’uscita è lo studio", che la conoscenza può aprire un mondo diverso ai ragazzi e alle ragazze.
E poi aggiunge una frase pesante, una denuncia che dovrebbe colpire la mente e il cuore di ognuno di noi, e che è giusto arrivi fino alle stanze del Ministero che lei da pochi giorni governa. Dice "ma gli strumenti me li devi dare, invece se ne fregano".

L'ho pensato tante volte che in fondo in Italia in tanti ‘se ne fregano'.
L'ho pensato ogni volta che ho ascoltato quei discorsi roboanti sulla scuola ‘dell'eccellenza', quella che dimentica chi non viene da famiglie ‘eccellenti'.

L'ho pensato ogni volta che vedevo spostare soldi dai progetti contro la dispersione scolastica, ai progetti per il potenziamento di scuole già ricche, già avanzate, insediate in contesti ‘facili'.
L'ho pensato quando hanno inventato le ‘classi pollaio’ e tagliato il numero degli insegnanti, come fece la sua collega Ministra Gelmini con la riforma indecente della scuola.

L'ho pensato ogni anno, ogni volta che riparte la propaganda sul finanziamento pubblico alle scuole private.
E infine l'ho pensato quando ci hanno derisi per la proposta di garantire a tutti e tutte, davvero, la gratuità e la libertà di accesso all'istruzione.

L'ho pensato tante volte e tante volte mi sono detto: se ne fregano, ma in questo Paese ci sono milioni di persone che non lo fanno.
Sono loro la vera forza di cambiamento del Paese.
Le chiedo Ministro, in un momento così delicato per l’Italia, di leggere l’intervista di Elodie e riflettere su quale inferno possa albergare in questi mesi in tante delle case in cui i ragazzi e le ragazze sono intrappolati e l’insegnamento arriva su un schermo.
Le chiedo Ministro di pensare a loro, di fare davvero una battaglia per tenere il più possibile aperte le scuole, per evitare che siano sempre le prime a chiudere e le ultime a riaprire.

E infine ho ancora una richiesta e una proposta: difenda nel recovery plan l’assoluta priorità degli investimenti in azioni di contrasto della dispersione scolastica e nel diritto allo studio. Sarebbero risorse che potrebbe aiutare e salvare centinaia di migliaia di giovani da una vita senza orizzonte.

Sarebbe straordinario se all’arrivo dei primi fondi lei potesse lanciare il più grande piano di lotta all’abbandono scolastico della storia recente del Paese.
La proposta?
Faccia in modo che a quella conferenza stampa accanto a lei ci sia Elodie. Le chieda di girare le scuole, parlare con gli studenti, trasmettere alle studentesse la lezione appresa: quella di una ragazza che ne è uscita, grazie alle propria forza, grazie al proprio impegno, e ha capito che valore straordinario abbiano cultura e sapere.
Andiamo avanti, non permetta che sulla scuola si torni ad una impostazione aziendalistica, lontana dai bisogni educativi.
Insieme possiamo cambiare le cose.
Grazie Elodie per avercelo ricordato