“Ci vuole una pulizia di massa anche in Italia”. Dichiarazioni inquietanti quelle pronunciate dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini, parlando di immigrazione a Recco (Genova) per la campagna di tesseramento del Carroccio. Una pulizia "via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se serve perché – ha detto – ci sono interi pezzi d'Italia fuori controllo. Non vedo l'ora una volta al Governo di controllare i confini come si faceva una volta e usare le navi della marina militare per soccorrere e riportare indietro i finti profughi". Un riferimento anche alla vociferata ‘Guardia nazionale’ di Trump. “In Italia? Magari”, ha aggiunto Salvini. “Se fossi io al Governo – ha detto ancora -, pulizia e pattugliatori in mare”.

Parlando dell’ipotesi scissione nel Pd, Salvini ha detto: “Elezioni subito. Che si sciolgano tutti e andiamo a votare”. “Non ne posso più di d’alemiani, bersaniani, renziani – ha detto a Recco – Ho la nausea. Il Pd? quello che fanno Renzi e il Pd mi interessa meno che zero. Abbiamo le nostre idee, abbiamo i nostri uomini, governiamo e bene il Veneto la Lombardia e la Liguria – ha concluso -. Vorrei esportare il metodo Lombardia Veneto e Liguria a livello nazionale e siamo pronti a farlo anche tra due mesi”.

E sull’eventualità che Berlusconi si ricandidi, “Il leader lo devono scegliere gli italiani, non lo sceglie nessuno a tavolino né a Arcore né a Genova”, ha spiegato Salvini. Io, ha detto “lavoro per una coalizione più ampia possibile senza i traditori del passato. gli Alfano o i Verdini e i Casini. Col fatto ben chiaro – ha ribadito – che l’Italia deve controllare i confini e la moneta”.

Immediate sono arrivate le repliche alle dichiarazioni del leader della Lega. “Non dobbiamo abituarci agli insulti razzisti o ai toni dittatoriali evocati dal leghista Matteo Salvini. Fanno parte di una storia tragica che l’Italia, l’Europa e il mondo hanno conosciuto e sofferto. Oggi, parlando a Genova, ha evocato i peggiori metodi squadristi contro gli immigrati: le persone perbene e le coscienze democratiche devono saper respingere queste provocazioni che mirano a raccogliere voti sfruttando rabbia e malcontento”. Così il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi.