Cinque dei tredici migranti salvati dalla Alan Kurdi sono stati evacuati per motivi medici. Lo ha confermato all’Ansa lo staff della Sea Eye, che da oltre una settimana è al largo di Malta in attesa di conoscere il posto dove sbarcare. Dei cinque migranti evacuati, quattro sono minorenni: tre diciassettenni e un quindicenne. Per uno dei migranti è stata disposta l'evacuazione dopo un tentativo di suicidio. Tentativo di suicidio denunciato su Twitter da Sea Eye e anche da Cecilia Strada, ex presidente di Emergency: “Uno dei naufraghi ha già cercato di togliersi la vita a bordo della Alan Kurdi, ancora bloccata in acque internazionali. Malta dovrebbe indicare un porto sicuro ma non lo fa, l’Italia ha ribadito il divieto d’ingresso. La vergogna europea continua”, recita il tweet di Cecilia Strada. Un portavoce della Sea Eye ha parlato di "dinamiche preoccupanti" a bordo. “Questi esseri umani sono sfiniti – così Sea Eye – Abbiamo bisogno di un porto sicuro. Subito”.

Appelli di Fratoianni e Orfini: “Fate sbarcare i naufraghi” – Su Twitter chiede di far sbarcare i migranti Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana: “Fate sbarcare i naufraghi che sono a bordo della nave Alan Kurdi. È il segnale di quella discontinuità – così il parlamentare di Leu – che serve a questo Paese per recuperare dignità ed umanità”. Sul caso Alan Kurdi è intervenuto anche Matteo Orfini. “La Alan Kurdi è ancora in mezzo al mare, con 13 naufraghi a bordo. Ieri per la disperazione uno di loro ha tentato il suicidio. L'ho chiesto ieri e lo ribadisco oggi: il nuovo governo revochi il divieto di ingresso in porto”, l’appello del deputato del Pd al nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Neanche il cambio di guardia al Viminale, con l’addio del leader leghista Matteo Salvini e l’arrivo di Luciana Lamorgese, ha portato un’inversione di rotta: la nave non può entrare in acque territoriali italiane.