"È resa incondizionata agli interessi tedeschi, non ci inginocchiamo di fronte a Merkel": con queste parole Giorgia Meloni ha definito il fondo salva-Stati durante la manifestazione di Fratelli d'Italia a Bruxelles contro il Meccanismo europeo di stabilità. L'iniziativa, chiamata "Per dire No alla trappola del Mes", ha avuto luogo davanti alle istituzioni europee a Bruxelles ed è stata largamente annunciata nei giorni scorsi da Meloni.

"Il Mes con questa riforma diventa un meccanismo perverso, un’arresa incondizionata dell’Italia agli interessi della Germania, non solo perché il fondo salva-Stati, con le modifiche, diventerà sempre più un fondo salva-banche, e le banche più in difficoltà sono proprio quelle tedesche esposte sul fronte dei derivati che rischiano di avere nella Brexit un detonatore delle loro difficoltà, ma anche perché viene inserita questa facilità di richiedere una ristrutturazione del debito alle Nazioni che dovessero eventualmente decidere di accedere al fondo", ha affermato Meloni. Che ha poi aggiunto: "Stiamo spendendo 125 miliardi di soldi degli italiani probabilmente per salvarci le banche tedesche. E non mi pare che la Germania sia stata così comprensiva con noi quando abbiamo dovuto salvare le nostre di banche, perché c’era un Unione europea che faceva una politica molto rigida per chi era esposto sul fronte dei crediti deteriorati, che era un problema delle banche italiane e non di quelle tedesche. Lì le banche italiane ce le siamo dovute salvare con i soldi degli italiani. Oggi qualcuno pretende che le banche tedesche le salviamo con i soldi di tutti i cittadini europei, e poi viene anche a farci la morale".

La leader di Fratelli d'Italia non ha solo attaccato Berlino, ma ha anche puntato il dito contro il Movimento Cinque Stelle e il suo capo politico, Luigi Di Maio: "Siamo a Bruxelles a due giorni dal dibattito parlamentare che finalmente porterà in aula il dibattito sulla riforma del fondo salva-Stati. Mercoledì si dovrà decidere se dare o meno il mandato al presidente Giuseppe Conte di sottoscrivere la modifica del trattato: noi siamo qui per ribadire il nostro no. Porteremo una risoluzione in Parlamento sulla quale contiamo di coinvolgere tutte le opposizioni e speriamo che anche qualcuno nel Movimento Cinque Stelle, che aveva addirittura prospettato l’uscita dell’Italia dal fondo salva-Stati nel suo programma. Confidiamo che ci sia ancora qualche grillino di buona volontà che non voglia svendere proprio tutto e che riesca a dire “no” anche di fronte a qualche diktat del suo partito. Spero che ci sia ancora qualche pentastellato che non voglia tradire proprio tutto quello per cui si è battuto in questi anni. Spero che una volta tanto Luigi Di Maio voglia alzare la testa ed essere coerente con quello che ha scritto nel suo programma, che voglia riscattarsi e dimostrare una volta tanto che i risparmi degli italiani valgono più della sua poltrona".

Meloni ha poi continuato a spiegare il perché della manifestazione e del rifiuto della riforma del Mes: "Non è solo un problema se un domani l’Italia avesse bisogno di accedervi, comportando con ogni probabilità il default di diverse banche italiane e il pagamento di quel fallimento da parte dei risparmiatori, perché questo prevedono le regole europee, ma anche se l’Italia non vi accedesse il solo fatto che ci possa essere un’eventuale ristrutturazione rende meno spendibili i nostri titoli di Stato a livello di mercato". Ha poi concluso con un attacco alla sinistra: "Questo lo sosteniamo noi insieme a 32 economisti italiani: non sono solo cose che diciamo noi perché così la sinistra possa dire che mettiamo in giro le fake news, perché non sappiamo di cosa parliamo, perché capiscono sempre tutto loro anche se poi fanno le cose oscene. Ci sono 32 economisti italiani che hanno firmato un documento per dire esattamente le cose che diciamo noi sui rischi che l’economia italiana corre solamente per il fatto di sottoscrivere questo trattato".