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Marta Cartabia al governo? Chi è la donna che potrebbe guidare il nuovo esecutivo giallo-rosso

Marta Cartabia, vicepresidente della Corte Costituzionale, è uno dei nomi che circolano in queste ore nei corridoi del Quirinale. Lo stesso Mattarella potrebbe aver suggerito la docente di Diritto costituzionale per guidare un eventuale esecutivo di legislatura, Pd-M5S-LeU. La Cartabia sarebbe la prima presidente del Consiglio donna.

L'ipotesi di un governo giallo-rosso si sta facendo sempre più forte in queste ore, dopo la prima giornata di consultazioni al Quirinale. Sia il gruppo delle Autonomie sia i gruppi Misti di Camera e Senato hanno detto che appoggerebbero un governo di legislatura, composto da Pd-M5S, purché sia di lunga durata. Anche il presidente della Repubblica chiede che si formi un governo solido, oppure chiede che si torni a votare in autunno. La Direzione Pd di ieri ha dato l'ok a un eventuale accordo con i pentastellati. Ma Zingaretti ha detto anche che si dovrà trovare un nome alternativo a quello di Giuseppe Conte come presidente del Consiglio: "Serve discontinuità", ha detto il segretario del Pd. Il nodo da sciogliere ora è quello del nome del capo del nuovo esecutivo.

Chi è Marta Cartabia

Nella rosa dei nomi che gira in queste ore in ambienti istituzionali è uscito anche il nome di Marta Cartabia, 56 anni, vicepresidente della Corte Costituzionale dal 12 novembre 2014. Potrebbe essere lei la prima donna a guidare un esecutivo in Italia. Giudice della Corte Costituzionale dal 2011, nominata da Giorgio Napolitano, ha un alto profilo istituzionale, e il suo nome pare si astato già fatto da Mattarella ieri, durante i colloqui con i partiti minori.

Il curriculum di Marta Cartabia

Cartabia, professoressa ordinaria di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, è esperta di integrazione degli ordinamenti statali con quelli europei. Prima di diventare giudice costituzionale è stata componente aggiunto del ‘Network of Independent Experts on Fundamental Rights della Commissione europea' dal 2003 al 2006, esperto italiano di ‘FRALEX – Fundamental Rights Agency Legal Experts' all’Agenzia europea dei diritti fondamentali dell'Unione europea a Vienna dal 2008 al 2010. Dal 2017 è membro sostituto della ‘Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto, nota anche come Commissione di Venezia'.

La formazione europeista è un elemento che potrebbe piacere a Zingaretti, che tra i suoi 5 punti, emersi dalla Direzioni di ieri, ha indicato proprio "l'appartenenza leale all'Unione europea" come condizione irrinunciabile per poter avviare una trattativa con il M5S. Poi, come richiesto da Zingaretti, sarebbe la figura ideale per mettere al centro della sua azione il Parlamento, dando pieno "pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa".

La scelta di Cartabia potrebbe essere gradita anche ai Cinque Stelle, perché ricalcherebbe la scelta di una figura di garanzia istituzionale, così come è avvenuto per Conte 14 mesi fa. È anche vero però che il nome è stato fatto filtrare troppo presto, e tradizionalmente i primi nomi in lizza sono quelli che generalmente vengono scartati. Sarebbe senza dubbio la persona perfetta per imprimere una svolta.

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