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Elezioni Comunali 2022
14 Giugno 2022
16:24

Lagalla vince a Palermo, Saccone (Udc) a Fanpage.it: “Chi voleva usare la lotta alla mafia ha perso”

In un’intervista a Fanpage.it il senatore Antonio Saccone, portavoce nazionale dell’Udc, commenta la vittoria del suo candidato a Palermo, Roberto Lagalla: “Una volta lanciata la sua candidatura non abbiamo fatto un solo passo indietro davanti alle richieste di alcuni alleati. Penso che sull’intero territorio nazionale dovrebbe applicarsi il ‘metodo Lagalla’”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il suo candidato, Roberto Lagalla, ex assessore e consigliere regionale Udc, si è aggiudicato la vittoria a Palermo al primo turno, con il 48% dei voti. E anche se c'è stata una forte astensione – l'affluenza è stata del 41,8% – il senatore Antonio Saccone, portavoce nazionale dell’Udc, intervistato da Fanpage.it, si dice soddisfatto del risultato, e anzi spera di riproporre a livello nazionale quello che definisce il "metodo Lagalla".

Il nuovo sindaco di Palermo, che succede a Leoluca Orlando, ha subito durissimi attacchi dagli avversari in campagna elettorale, per via del sostegno ricevuto dall'ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro e dall'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, entrambi condannati per mafia (il primo per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, il secondo per concorso esterno in associazione mafiosa), che hanno finito di scontare la pena. Ma se Cuffaro, impossibilitato a candidarsi perché interdetto dai pubblici uffici, ha appoggiato concretamente la corsa di Lagalla da Commissario Regionale della Dc Nuova – con una sua lista che ha superato il 5% di sbarramento e potrà quindi contare su tre consiglieri a Palazzo delle Aquile – Dell'Utri si è limitato a un endorsement, e oggi si sfoga così: "Non ho fatto altro che indicare un nome prestigioso, anzi il più prestigioso. Ma era l'indicazione di un cittadino eppure sono stato massacrato".

Proprio per il clima di tensione che si è creato attorno a queste figure, Lagalla ha deciso di non partecipare alla commemorazione dei trent'anni della Strage di Capaci, il 23 maggio scorso. Come primo atto del suo mandato l'ex rettore dell'Università di Palermo ha annunciato che deporrà una corona di fiori al monumento ai caduti alla mafia.

Senatore, un risultato atteso quello di Palermo?

Credo che i risultati dicano soprattutto che i palermitani abbiano voluto voltare pagina. Il professor Lagalla ha rinunciato al suo incarico di governo per dedicarsi totalmente alla città. È stata una battaglia non facile, con una mediazione tutta democratico cristiana di Lorenzo Cesa, e una volta lanciata la sua candidatura non abbiamo fatto un solo passo indietro davanti alle richieste di alcuni alleati, lo abbiamo difeso convintamente. Penso che sull'intero territorio nazionale dovrebbe applicarsi il ‘metodo Lagalla'.

Si spieghi meglio.

Se il centrodestra si comporta in modo inclusivo, con umiltà e rispetto, allora risulterà vincente anche alle prossime tornate elettorali, che siano le amministrative o che siano le politiche del 2023. Se invece rimarrà soggiogato da competizioni interne risulterà poco attrattivo. Noi a Palermo abbiamo mantenuto ferma la nostra posizione su Lagalla non perché volessimo privilegiare uno dei nostri, ma perché ritenevamo che sulla città avrebbe avuto una maggiore convergenza un candidato di quella natura, cosa che poi è avvenuta, e abbiamo sfiorato il 50%. Il metodo Lagalla significa un centrodestra generoso e inclusivo.

A proposito di inclusività, il caso di Genova, con un centrodestra allargato al centro, indica la strada? 

Il centrodestra è una coalizione che oggi ha molti più punti convergenti che divergenti, dall'economia al tema del sociale. A mio modo di vedere non bisogna mai essere autoreferenziali o autosufficienti. Più si riesce a convincere altri pezzi della realtà politica, di natura centrista, su una convergenza programmatica, e più si ha la capacità di dimostrarsi all'altezza di rappresentare la maggioranza degli italiani. Il centro è forma di equilibrio e moderazione. Dove non c'è centro non vi è stabilità. Questa legge elettorale prevede una scelta netta di campo, che l'Udc ha fatto ormai da 9 anni, il terzo polo non lo vediamo realizzabile. Noi come partito siamo una piccola comunità, ma abbiamo avuto dei risultati straordinari, a Genova abbiamo avuto il 2%, a La Spezia siamo sopra il 2%. Sono sicuro che i leader nazionali del centrodestra sapranno valorizzare l'area più moderata e più centrista.

Quale può essere il perimetro della coalizione? Bisogna attrarre anche Italia viva e Azione?

Assolutamente sì, ma non può essere un'alchimia da laboratorio o tattica. Se vi è convergenza programmatica sarebbe autolesionista non includere.

È stata una campagna elettorale segnata molto dalle polemiche sul rapporto tra condannati per mafia e politica…

La lotta alla mafia dovrebbe unire non dividere. Su un tema del genere francamente una comunità dovrebbe andare tutta insieme nella stessa direzione. Averlo utilizzato in maniera strumentale non ha premiato chi l'ha voluto utilizzare. Per altro la storia del professor Lagalla penso parli più di ogni altra polemica. Si è voluto ipotizzare un eventuale condizionamento, Lagalla non si è mai fatto condizionare, e non si farà condizionare da nessuno. Chi lo pensa temo non conosca la sua statura morale. Al netto di tutto ciò ci dobbiamo chiedere se Palermo ha migliorato i servizi al cittadino oppure no. I palermitani hanno risposto in massa che i servizi non sono stati migliorati e nemmeno le infrastrutture, così come non ci sono stati investimenti sulla città. La proposta del centrosinistra è stata bocciata.

Era difficile non parlare di mafia però dopo gli arresti dei candidati del centrodestra (Pietro Polizzi di Forza Italia e Francesco Lombardo di Fratelli d’Italia), poco prima del voto. Berlusconi e La Russa hanno detto che i giudici avrebbero potuto aspettare la fine della consultazione elettorale. Lei che ne pensa?

I tempi non li detta la politica, i tempi li detta la magistratura. Se hanno ritenuto opportuno intervenire non mi permetto di giudicare l'azione investigativa e giudiziaria. Ho letto la dichiarazione di La Russa. In effetti se i candidati fossero stati poi eletti la condanna e l'eventuale pena sarebbe stata raddoppiata, indossando una veste di pubblico ufficiale. Il tema è a monte: i partiti hanno gli strumenti per evitare di candidare persone non cristalline? No, non ce li hanno, ed è una questione che dobbiamo affrontare. Sarebbe utile avere prima della composizione delle liste un rapporto più costruttivo con l'autorità giudiziaria. Però se vi è un'indagine o se il reato si commette in corso d'opera i partiti non riescono a evitare situazioni del genere. Le persone che sono state arrestate a Palermo non erano in odor di mafia. I partiti purtroppo intervengono successivamente, e Forza Italia e Fratelli d'Italia mi pare abbiano preso immediatamente le distanze.

Anche il Reddito di cittadinanza è stato un tema molto presente in questa campagna elettorale, in una città in cui il sussidio sostiene quasi 180mila persone. Lagalla si è allontanato dalle posizioni di Meloni e Salvini, e lo ha definito una "conquista civile certamente da migliorare e da difendere", perché "ha contribuito alla tenuta sociale". Non va abolito quindi?

Io sono membro della commissione Bilancio del Senato, il problema sono le politiche attive del lavoro, che sono state totalmente fallimentari. Piuttosto che alimentare il reddito di cittadinanza non è più conveniente dare dignità alla persona con il lavoro riducendo il cuneo fiscale? Qualcuno affacciandosi da un balcone ci aveva illuso di aver sconfitto la povertà, forse è finita l'epoca degli slogan troppo facili, dovremmo entrare nel periodo della serietà e della credibilità. Una buona parte di quelle 180mila persone credo preferirebbero un lavoro dignitoso piuttosto che un sussidio. La coperta è corta, bisogna ottimizzare le risorse che abbiamo, non si può pensare di stabilizzare in eterno un provvedimento che costa 8 miliardi l'anno. C'è chi pensa che bisogna dare sussidi a tutti e l'Italia non se lo può permettere, soprattutto in questa fase. Non nego che vi siano delle profonde sacche di povertà che meritano il massimo del sussidio, ma all'interno della platea che percepisce il reddito di cittadinanza la stragrande maggioranza preferirebbe un posto di lavoro. Penso che non si possa semplicemente cancellare la misura, bisogna avere un'alternativa. La politica però non può limitarsi a certificare quante persone hanno bisogno del sussidio, ma dovrebbe fare un balzo in più, altrimenti poi la gente non va a votare.

C'è stato infatti un astensionismo altissimo, non vi preoccupa?

Purtroppo questo è un dato che va sempre più consolidandosi. Prendiamo il caso delle amministrative a Roma, non ho mai detto che Gualtieri è stato eletto da un quarto dei cittadini romani, perché ritengo che quando si esprime il corpo elettorale ha sempre ragione. Il tema della disaffezione viene da lontano, forse dobbiamo un po' tutti abituarci al fatto che le percentuali bulgare da 70-80% sarà sempre più difficile raggiungerle. Le ragioni sono le più disparate, anche la congiuntura pandemica prima e la guerra poi hanno portato il corpo elettorale a disinteressarsi.

A Palermo il giorno delle elezioni alle 7 di mattina decine di seggi erano ancora chiusi, e 200 persone sono state segnalate alla procura. Cosa è successo?

Anche in altre città, come Roma, i presidenti di seggio hanno rinunciato all'ultimo minuto, chiaramente non con questi numeri. Un'amministrazione puntale, rigorosa e non superficiale ha sempre in mano il piano B. Evidentemente la macchina amministrativa di centrosinistra è stata fallace, ci sono state profonde carenze da parte del Comune di Palermo.

Il prossimo appuntamento elettorale per la Sicilia sono le regionali in autunno, come vi ponete?

Noi pensiamo che oggi non ci sia bisogno di alcuna fuga in avanti, bisogna concentrarsi sui ballottaggi. Dopo di che il centrodestra se applicherà come bussola il bene della comunità vincerà. Se prevarranno egoismi e personalismi sarà complicato trovare un equilibrio. Oggi c'è un presidente della Regione uscente, dopo i ballottaggi i leader nazionali del centrodestra si dovranno incontrare con serenità. Musumeci ha governato in modo dignitoso, se ci sono proposte più autorevoli credo debba essere interesse di tutti vincere la Sicilia e non mettere la bandierina.

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