È un pezzo di Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera ad anticipare quella che potrebbe essere la soluzione perfetta per rompere l’impasse fra Lega, Movimento Cinque Stelle e ministero dell’Economia sulla possibilità di sperimentare il prossimo anno la flat tax. Da tempo, infatti, si discute sui costi della misura (anche in relazione ai già gravosi impegni di spesa per il prossimo anno, tra cui segnaliamo i 23 miliardi necessari a disinnescare le clausole di salvaguardia e impedire l’aumento dell’IVA), oltre che dell’equità di una misura di questo tipo, senza che le diverse anime della maggioranza riescano a trovare un accordo.

La soluzione potrebbe essere rappresentata da una versione ridotta della flat tax, che prevede la tassazione del 15% solo per la quota incrementale, ovvero per la cifra guadagnata in più rispetto all’anno precedente. Spiega Salvia:

Cosa vuol dire? Un esempio per capire: se il signor Mario ha denunciato nel 2019 un reddito di 40 mila euro lordi e nel 2020 ne denuncia uno di 50 mila euro lordi, la Flat tax si applicherebbe solo su quei 10 mila euro in più che denuncia nel 2020.
Il signor Maio risparmierebbe, naturalmente a patto di avere una dichiarazione dei redditi più alta rispetto all’anno precedente: perché senza la Flat tax incrementale su quei 10 mila euro in più pagherebbe molte più tasse, non il 15% ma il 38%. Ma anche lo Stato potrebbe stare sereno perché, disegnata così, la prima tappa della Flat tax avrebbe un impatto contenuto sui conti pubblici.

Una soluzione che costerebbe relativamente poco, circa due miliardi di euro, e che potrebbe anche costituire un fattore positivo per l’emersione dal nero, visto che la bassa tassazione potrebbe convincere i cittadini a dichiarare eventuali guadagni ulteriori. E che potrebbe costruire intorno al provvedimento una sorta di cordone di sicurezza in Parlamento, vista la posizione di Forza Italia e soprattutto il fatto che Fratelli d’Italia ha già presentato una proposta simile. Resta solo da definire quale sarebbe la platea dei beneficiari e se il ministero dell’Economia intende stabilire delle soglie massime per le quali garantire la tassazione agevolata al 15%.