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12 Maggio 2022
16:24

La Corte Ue ha condannato l’Italia per aver violato i limiti dell’inquinamento nell’aria

La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia per non aver rispettato i limiti di biossido d’azoto nell’aria negli ultimi dieci anni.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Negli ultimi dieci anni l'Italia ha superato sistematicamente i limiti di inquinamento nell'aria praticamente in tutte le grandi città e anche in altre zone, come la Pianura Padana. Per questo motivo la Corte di Giustizia dell'Unione europea ha deciso di accogliere il ricorso della Commissione Ue e di dichiarare l'inadempimento del nostro Paese per due ragioni: sia per il mancato rispetto – che viene definito, appunto, "sistematico e continuativo" – del limite annuale di biossido d'azoto in varie zone d'Italia, che va a inficiare la qualità dell'aria; sia per non aver adottato delle misure che garantissero il rispetto dei valori limite di NO2 – appunto, il biossido d'azoto – a partire dall'11 giugno 2011. Più di dieci anni fa.

La sentenza, arrivata oggi in Lussemburgo, conferma la posizione della Commissione europea, che aveva per prima rilevato l'infrazione nel 2019. Per la Corte Ue l'Italia è venuta meno ai suoi obblighi nell'applicazione della direttiva che fissa i limiti annuali di NO2 nell'aria a 40 microgrammi per metro cubo. Inoltre, come dicevamo, non è stato fatto nulla per arginare l'inquinamento: non sono stati adottati neanche eventuali piani che potessero quantomeno limitare lo sforamento della soglia da rispettare. Perciò le due inadempienze citate violano rispettivamente gli obblighi previsti dall’articolo 13 e dall’articolo 23 della direttiva. A nulla sono valse le giustificazioni dell'Italia, che consistevano in una serie di fattori che vanno dalla necessità di mettere in campo investimenti molto onerosi con tempi lunghi all'influenza di agenti esterni e tradizioni locali.

Nel dettaglio, la sentenza della Corte riguarda delle aree ben definite. I limiti di biossido di azoto nell'aria sono stati superati: tra il 2010 e il 2018 a Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Firenze, Roma e nel comune di Genova; tra il 2010 e il 2017, nelle aree altamente urbanizzate della pianura lombarda; tra il 2010 e il 2012 e tra il 2014 al 2018 a Catania; tra il 2010 e il 2012 e poi tra il 2014 e il 2017 nelle zone industriali della Sicilia.

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