"Bisogna fermare l'invasione da parte della Turchia, siamo al fianco del popolo curdo. Mobilitiamoci in tutte le città. Il Governo Italiano, oltre ai provvedimenti che sta adottando, valuti subito il blocco delle esportazione delle armi alla Turchia". A dichiararlo su Twitter il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti.

L'annuncio di fatto impegna i membri del partito nel governo a perseguire una linea di rigore nei confronti di Ankara e arriva al'indomani del lancio della campagna per l'embargo delle armi da parte della Rete Italiana Disarmo, che ha denunciato come l'Italia sia uno dei principali fornitori di materiale bellico alla Turchia. Nel 2018, infatti, Ankara è stata la terza destinazione del nostro export bellico, con 362 milioni di euro di autorizzazioni concesse dal Parlamento per un totale di settanta licenze. Il dato, diffuso dalla Rid, mostra anche un incremento delle esportazioni dall'Italia, registrato negli ultimi quattro anni: nel 2015 il valore delle autorizzazioni era pari a 128 milioni, nel 2016 si parla di 133 milioni, mentre nel 2017 questa cifra era praticamente raddoppiata, con 366 milioni. Le esportazioni, come se non bastasse, violano apertamente la legge 185 del 1990 che vieta la vendita di armi italiane a Paesi in stato di conflitto armato.

Sull'esportazione di armamenti è atteso dunque per i prossimi giorni un pronunciamento da parte del governo italiano dopo la decisione di alcuni paesi europei di non fornire più materiale bellico alla Turchia. Oggi pomeriggio – ultima in ordine di tempo – è stata la Germania a esprimersi chiaramente con un annuncio del Ministro degli Esteri Heiko Maas. Il provvedimento – ha dichiarato – intende colpire l’operazione militare avviata da Ankara nel nord est della Siria. Nel 2018, la Germania ha venduto alla Turchia armi per un totale di 240 milioni di euro, meno di quante ne abbia vendute l'Italia (366 milioni di euro).