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25 Novembre 2022
19:10

Il sindacato pensa allo sciopero generale contro la manovra del governo Meloni

Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, non esclude lo sciopero generale contro la manovra del governo Meloni. Nei prossimi giorni vedrà i leader di Cisl e Uil.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Lo sciopero generale è una possibilità concreta per protestare contro la manovra economica del governo Meloni. Non si nasconde il segretario della Cgil, Maurizio Landini, tra i più critici nei confronti della legge di Bilancio dell'esecutivo: "Non escludiamo nulla – ha detto oggi parlando delle possibili mobilitazioni – La manovra secondo noi è sbagliata. Non avendo ad oggi nessun luogo di confronto, nè alcuna certezza che ci siano possibilità di modifiche, è evidente che dobbiamo pensare a qualsiasi iniziativa e, siccome i tempi sono molto stretti, dobbiamo pensare anche a forme creative di mobilitazione, per far conoscere la gravità di alcune scelte compiute, penso alla flat tax e ai voucher".

Quali siano queste forme creative di mobilitazione non è molto chiaro. Certo è che il primo e unico incontro di Meloni con i sindacati è stato molto superficiale, come aveva spiegato il segretario della Uil Bombardieri a Fanpage.it. Poi sul tavolo è arrivata la manovra, e le cose sono cambiate. I tre leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil si vedranno nei prossimi giorni: "Ci incontreremo per discutere, per proporre e valutare insieme a loro quali iniziative mettere in campo per portare a casa dei cambiamenti sulla legge di Bilancio – ha aggiunto Landini – E soprattutto per portare a casa ciò che non c'è, l'idea di una riforma fiscale, di una riforma delle pensioni e del mercato del lavoro che sia degna di questo nome".

"Serve innanzitutto la disponibilità del governo a modificare la manovra, finora non abbiamo avuto la possibilità di discutere nel merito – ha lamentato ancora Landini – Un confronto sindacale, come aveva dichiarato di essere interessata a fare, ad oggi non c'è stato. Noi ci troviamo con decisioni già prese". E ha sottolineato: "C'è una questione di risorse, ma anche di provvedimenti che non costano tanto ma rappresentano una scelta politica, hanno un costo politico".

Lo scorso anno ci fu una spaccatura tra le tre principali sigle sindacali italiane, con Cgil e Uil che proclamarono lo sciopero generale contro la manovra del governo Draghi senza la Cisl. Anche quest'anno potrebbe riproporsi una situazione simile, viste le ultime dichiarazioni di Luigi Sbarra, molto più morbide rispetto a quelle di Bombardieri e soprattutto di Landini. In ogni caso il tempo è poco e i soldi anche, come ha detto Meloni. Bisognerà capire se ci sarà la voglia di ascoltare.

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