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22 Novembre 2022
17:52

Il senatore Malan è contrario al ddl Zan e dice che nella Bibbia “l’omosessualità è un abominio”

ll capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, su Rai Radio1, ha parlato di matrimoni omosessuali. Malan appartiene alla Chiesa valdese, che ha posizioni progressiste sul tema dei matrimoni omosessuali, ma ha detto di seguire la Bibbia, dove “c’è scritto che l’omosessualità è un abominio”.
A cura di Luca Pons
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"Nella Bibbia c'è scritto che l'omosessualità è un abominio, sia nell'Antico che nel Nuovo testamento". Il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Lucio Malan, è intervenuto al programma di Rai Radio 1 Un giorno da pecora e nel corso dell'intervista ha commentato così sulla possibilità di matrimoni omosessuali e di una legge di contrasto all'omofobia.

Malan è nato politicamente nella Lega Nord, poi passato a Forza Italia e infine, nel 2021, a Fratelli d'Italia. Alla domanda sul perché avesse lasciato il partito di Silvio Berlusconi, Malan ha risposto: "Ad esempio la posizione del governo Draghi sulla legge Zan, a cui io sono contrario".

A Malan è stato fatto notare che la Chiesa valdese, di cui fa parte, è favorevole ai matrimoni omosessuali. Il senatore è cresciuto nelle valli valdesi del Piemonte e da giovane ha militato in Testimonianza evangelica valdese, un movimento riconducibile alla destra che si opponeva alle posizioni di sinistra di altri membri della Chiesa.

Almeno dal 2010, quando ha tenuto un sinodo sul tema, la Chiesa valdese – che ha un'impostazione protestante – è aperta alla possibilità di celebrare matrimoni tra persone omosessuali. Secondo gli atti di quel sinodo, la benedizione delle coppie omosessuali è approvata "laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni".

La risposta di Malan sul tema è stata: "Non abbiamo il dovere di obbedienza, la Chiesa valdese è fondata sulla Bibbia e non sulla gerarchia". Incalzato dai conduttori con la domanda "sulla Bibbia c'è scritto che i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono vietati?", il capogruppo di Fratelli d'Italia ha ribattuto: "C'è scritto di peggio, e in modo anche più esplicito".

A questo punto, è stato chiesto a Malan di spiegare cosa ci sia scritto nella Bibbia. La risposta su cosa dica il testo sacro cristiano, e quindi su cosa basi le sue posizioni il senatore in quanto credente, è stata: "C'è scritto che l'omosessualità è un abominio, sia nell'Antico che nel Nuovo testamento".

In passato, Malan ha chiesto ufficialmente di essere espulso dalla Chiesa valdese nel 2011, in occasione del referendum sull'acqua pubblica. Il senatore, infatti, era autore di una delle norme sottoposte a referendum, mentre la sua Chiesa si era schierata ufficialmente a favore della loro abrogazione.

Nel 2017, in un'intervista sui temi di unioni civili, eutanasia e immigrazione – su cui la Chiesa valdese ha posizioni tendenzialmente progressiste – Malan aveva detto di essere "in aperto, radicale e profondissimo dissenso" con la sua Chiesa. "Sta rinnegando quella che è la sua storia", aveva detto il senatore. "Ormai è una Chiesa che, nata sulla fedeltà alla Bibbia, usa la Bibbia sempre più spesso solo come un pretesto ma, in realtà, ne è un bersaglio".

La replica di Malan

Il presidente del gruppo di Fdi al Senato, Lucio Malan, dice di essere stato criticato per delle parole che in realtà non ha mai pronunciato: "Leggendo le dichiarazioni di vari esponenti dell'opposizione su una mia frase detta nel corso della trasmissione ‘Un giorno da pecora', mi rendo conto di quanti sono coloro che, anche istruiti, hanno difficoltà a capire un testo scritto. Come correttamente scrive l'agenzia di stampa che ha riportato le mie parole, non ho detto che l'omosessualità è un abominio. Al conduttore della trasmissione che mi chiedeva come mai fossi contrario al ddl Zan, visto che la chiesa valdese di cui sono membro è favorevole, ho risposto che la chiesa valdese è fondata sulla Bibbia, che è molto severa sull'omosessualità. E su specifica richiesta del conduttore ho citato, come esempio Levitico 18:22".

"La prossima volta, per evitare problemi di comprensione a chi mi ha attaccato, mi limiterò a citare il numero del versetto. E ricordo anche a tutti costoro, sempre pronti a parlare di laicità dello Stato, forse senza sapere di cosa parlano, che riconoscere giudizi morali di una religione, non significa volerli applicare per legge o non rispettare coloro che li infrangono. Il Cristianesimo insegna proprio il contrario. Mi sono sempre battuto per la libertà religiosa, e per la libertà sessuale delle persone. Libertà che vanno garantite in Italia e promosse nel mondo. Spesso la sinistra se ne è dimenticata".

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