Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo a margine dell'assemblea biennale di Assonime, l'associazioni per le SpA (società per azioni) italiane, ha commentato il vertice a tre di ieri sera che lo ha visto riunito a Matteo Salvini e Luigi Di Maio. "È stato utile per recuperare un clima di confronto e dialogo. Era tempo che non ci riunivamo, la campagna elettorale lo ha impedito", ha detto Conte ai giornalisti, spiegando che nell'incontro si è respirato un "clima cordiale e di fiducia reciproca", fondamentale per il rilancio dell'azione di governo. "Siamo tutti d'accordo", ha continuato il capo dell'esecutivo, "non intendiamo rivedere quella che è sempre stata la filosofia di questo governo: no austerity e no misure recessive, non è di questo che ha bisogno il Paese".

Alle domande della stampa, secondo cui il presidente del Consiglio sarebbe stato messo in un angolo nel vertice di ieri sera, ha risposto: "A me vogliono dettare l'agenda? No assolutamente, non era né questo l’atteggiamento né questo il clima dell'incontro, che è stato di fiducia reciproca". Poi ha affermato: "Vorrei chiarire una cosa. Io sono sempre Giuseppe Conte, quello che a dicembre ha evitato la procedura di infrazione salvaguardando le misure di protezione sociale, reddito di cittadinanza e quota 100. Non è che ho cambiato filosofia per cui c’è un contrasto sugli obiettivi di crescita e sviluppo che servono al Paese. Assolutamente no". Conte ha anche assicurato che ci sia Salvini che Di Maio condividano con lui l'importanza di evitare una procedura d'infrazione: "Sarebbe un danno per gli italiani, per il Paese. Ci ci esporrebbe a una fibrillazione dei mercati incontenibile, che rischia di non poter essere controllata". Il presidente del Consiglio ha quindi comunicato di aver richiesto una riunione economica per continuare nella linea del confronto in modo da "programmare, in modo serio, responsabile ed efficace, le azioni concrete".

Concetti che erano già stati ribaditi durante l'assemblea. "L'impegno del governo è quello di concordare con i partner europei un percorso credibile di riduzione del debito, nel segno della sostenibilità sociale e senza attuare manovre recessive, che sarebbero in contraddizione con l’agenda di rilancio della crescita adottata sin dallo scorso anno", ha affermato Conte nel suo intervento, sottolineando sempre la determinazione ad evitare una procedura d'infrazione per deficit eccessivo, "che sarebbe estremamente dannosa sia per le prospettive di crescita del nostro Paese che per l'intera Eurozona". Secondo il presidente del Consiglio, allo stato attuale delle cose "è probabile che il deficit di bilancio a fine anno possa scendere fino al 2,2% del Pil, contrariamente alle previsioni della Commissione, che lo pongono al 2,5%". Ciò potrebbe produrre, ha aggiunto, un miglioramento di 0,1 punti del saldo strutturale nel 2019.  "Un esito positivo del dialogo con le istituzioni europee è fondamentale anche per far crescere il peso politico dell'Italia e per rivendicare un portfolio economico importante nella nuova Commissione Ue", ha proseguito Conte, dicendosi fiducioso nella capacità di dialogo tanto del governo quanto della Commissione Ue.

Giovanni Tria: "Stabilità finanziaria è obiettivo imprescindibile"

All'assemblea è intervenuto anche il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. "La riduzione della pressione fiscale è favorevole alla crescita se perseguita salvaguardando la stabilità finanziaria. Nel primo trimestre di quest'anno l'economia italiana è tornata a crescere. Aver ritrovato il segno più non è soddisfacente ma segna un cambio di rotta importante e dimostra la  resilienza dell'economia italiana. A maggio l'indice del clima di fiducia dei consumatori è tornato ad aumentare", ha dichiarato il ministro, sottolineando che il governo continuerà a lavorare per rafforzare un dialogo costruttivo con Bruxelles, in modo da chiarire la posizione dell'esecutivo e allo stesso tempo rassicurare l'Europa riguardo ai piani economici italiani.

"Per i prossimi anni", ha aggiunto Tria,"il Parlamento ha impegnato il governo, con l'approvazione del quadro programmatico contenuto nel Def, a riprendere il percorso di riduzione del debito e di avvicinamento progressivo al pareggio di bilancio, pur in un quadro di non aumento e di progressiva riduzione della pressione fiscale. Il governo è al lavoro perché queste indicazioni possano essere rispettate e questo spiegheremo nel dialogo con la Commissione", ha concluso il ministro.

Presidente Assonime: "Atteggiamenti da ventennio fascista nel Paese"

L'intervento di Innocenzo Cipolletta, presidente di Assonime, non ha parlato solamente di conti pubblici nella sua relazione. Oltre ad affermare che non sia il tempo per la riduzione della pressione fiscale in disavanzo o per l'aumento della spesa pubblica, ma quello di prendere sul serio le osservazioni provenienti da Bruxelles, Cipoletta ha anche parlato di "tensioni politiche esacerbate" in Italia, per cui "l'intolleranza prevale spesso sulla disponibilità al vivere comune". Il presidente Assonime ha poi detto: "Ci si abitua purtroppo ad atti di razzismo e di prevaricazione, mentre vengono rispolverati slogan e atteggiamenti del periodo più buio del nostro Paese: quello del ventennio fascista che pensavano aver messo definitivamente nei musei della storia".