Gianfranco Fini lancia le primarie del Centro

Immagine
Il leader di Fli vorrebbe creare “una sorta di Ppe all’italiano” con Montezemolo e Casini. “I tempi per il referendum sono stretti, ma perché non provarci? Sopratutto alla luce del ritorno di Berlusconi” dice in un’intervista al Corriere.

Il ritorno in campo di Silvio Berlusconi, il voltafaccia del "PdL" e il voto anticipato che ormai sembra sempre più vicino, hanno lasciato spiazzate anche le anime di quella "nuova" proposta politica emergente che è, anzi sarebbe il Grande Centro. Nome, a ben vedere, tutt'altro che ufficiale. Così come ancora non è deciso chi saranno i protagonisti principali. Non si sa se vi prenderà parte Luca Cordero di Montezemolo. Secondo le indiscrezioni raccolte da Formiche.net, sono due gli scenari contemplati dal fondatore di Italia Futura: o riesce a presentarsi con Mario Monti candidato premier di una coalizione moderata e liberale o, se il premier non volesse schierarsi, non si presenta alle elezioni politiche di primavera. Dubbi anche su Pier Ferdinando Casini: parteggiare per il candidato premier del centrosinistra, Pier Luigi Bersani o no? Questo è il dilemma del leader dell'Udc. E poi c'è Gianfranco Fini. Il Presidente della Camera vorrebbe andare oltre tutte queste indecisioni e promuovere le primarie di Centro.

Le primarie di Centro – In un'intervista al Corriere della Sera, parla di consultazioni per scegliere leader e candidati di quello che dovrebbe essere una sorta di Ppe all'italiana: "La nascita di una aggregazione moderata che si richiami al Ppe è necessaria e urgente, soprattutto dopo il ritorno di Berlusconi" annuncia Fini. Ma, per ora, ammette, questo progetto "non si capisce cosa sia". Per questo propone a Montezemolo e Casini di "coinvolgere la pubblica opinione". L'obiettivo è diventare "più ambiziosi o rischiamo di essere percepiti come un cartello di sigle".
E i temi? Anzitutto "i nuovi capitoli dell'agenda Monti". "Punto primo – illustra Fini- vogliamo più o meno integrazione europea? Dobbiamo fare il punto sul Titolo V della Costituzione, interrogarci sulla legge di cittadinanza e il riconoscimento delle coppie di fatto, valutare l'incandidabilità per chi è stato condannato in primo grado per reati particolarmente gravi…". Il leader di Fli sa bene che "i tempi per il referendum sono stretti", ma "vale la pena tentare: ricorriamo alla Rete, ai gazebo o alle strutture di partito, ma facciamo un'iniezione di partecipazione".

109 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views