5 Maggio 2022
16:21

Gabrielli a Fanpage.it: “La Russia fa propaganda, ma l’Italia non è l’anello debole d’Europa”

Dopo il caso dell’intervista del ministro Lavrov a Zona bianca, il sottosegretario Gabrielli spiega in un’intervista a Fanpage.it che è giusto che la politica si occupi della possibilità che la propaganda russa faccia un “utilizzo strumentale” dell’informazione italiana, ma avvisa: “Bisogna garantire sempre e comunque la libertà di espressione”.
A cura di Tommaso Coluzzi

I volti della propaganda russa possono essere ospitati nelle tv italiane? Dall'intervista del ministro degli Esteri Lavrov a Zona bianca è scoppiata definitivamente una polemica già latente da settimane. Il Copasir ha detto che si occuperà dell'argomento, poiché si tratta di sicurezza nazionale. C'è chi però pensa che in questo modo la politica intervenga sulla libertà di espressione. Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Franco Gabrielli, che ha la delega ai Servizi, si tratta di un argomento molto delicato: "In questa vicenda ci sono due aspetti che andrebbero tenuti in considerazione – spiega in un'intervista a Fanpage.it – il primo è che bisogna garantire sempre e comunque la libertà di espressione, la libertà di stampa, e il secondo è che si deve limitare il più possibile un uso strumentale dell'informazione, soprattutto quando sistemi democratici come il nostro si confrontano con altri che lo sono un po' meno". Per l'ex capo della Polizia "è un equilibrio complicato, ma l'unico modo non consentito è quello delle curve da stadio, per cui c'è o una chiusura totale o un'apertura totale". Servirebbe "buon senso e intelligenza".

"La politica è il luogo in cui si prendono decisioni, perciò trovo giusto che ci siano riflessioni di questo tipo – continua – Su quelle che sono le conseguenze di questo dibattito mi piacerebbe ci fosse un'altra serenità". Quanto all'interesse di Mosca di influenzare l'opinione pubblica internazionale, Gabrielli spiega: "Questa è una guerra, una guerra di aggressione, chiamiamo le cose con il loro nome. Chi aggredisce ha interesse a rappresentare le cose nel modo a sé più consono". Ma "la propaganda ha sempre attraversato queste situazioni, oggi è favorita dai mezzi di diffusione di massa, da internet".

Da questo tipo di propaganda "ci si difende favorendo la pluralità delle fonti e la pluralità delle conoscenze – continua Gabrielli – questi fenomeni, lo abbiamo visto con l'emergenza pandemica, sono condizionati da pensieri unici o da pensieri autoreferenziali, quelli che io chiamo vasi chiusi". Per il sottosegretario "ognuno va alla ricerca soltanto delle cose che ha interesse a voler sentirsi dire". Perciò "oggi più che mai, visto che nel mondo dell'informazione diffusa esiste sempre meno la possibilità di avere un'informazione certificata, la necessità e l'invito è quello ad ascoltare e ad avere una pluralità di informazioni per farsi un'idea di ciò che avviene". E infine sulla possibilità che la Russia punti all'Italia in quanto ventre molle dell'Occidente, Gabrielli chiosa: "Questa rappresentazione del nostro Paese, sempre un po' auto-affliggente, come la Cenerentola, mi sembra non aderente alla realtà". E sottolinea: "A volte ci sono altri che appaiono più forti di noi ma nella realtà lo sono meno".

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