Fini e Casini lanciano la lista per il Monti bis, no di Bersani e Alfano
Si infiamma il dibattito politico italiano attorno alla figura del Premier. Dopo l'apertura di Monti su una possibile prosecuzione del suo mandato da Premier anche nella prossima legislatura, è bagarre nel mondo politico italiano sull'eventualità di un Monti bis. Se il nome di Monti è diventato il motivo scatenante dell‘impegno politico di Montezemolo, lo sta diventando anche per la formazione di gruppi contrapposti nell'arena politica del Bel Paese. A rilanciare la cordata pro Monti ci ha pensato oggi il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che dal palco della convention ‘Mille per l'Italia' ha auspicato la costituzione di "una grande lista civica nazionale" con a capo il senatore Monti. "Se, come è mio auspicio, si forma una lista civica nazionale e chiaramente è candidato alla guida del governo il senatore Monti, se questa lista vince poi le elezioni, il presidente Monti a Palazzo Chigi ci rimane", ha dichiarato Fini davanti alla platea prendendosi l'approvazione di Pierferdinando Casini.
Sembrano quasi le basi per un nuovo polo di centro visto che anche la risposta del leader dell'Udc, uno dei sostenitori della prima ora di un Governo Monti bis. "Se si creerà un contenitore che sta tra Pdl e Pd ed è alternativo al grillismo, aderirò a questa lista, ma non sia una plastica facciale di Udc e Fli" ha detto Casini che ancora una volta si è scagliato contro quelli che appoggiano il Governo attuale pur ritenendolo un'emergenza. "Se c'è qualcuno che pensa che Monti sia un incidente di cui liberarsi al più presto è fuori di senno" ha chiarito Casini che poi ha continuato "Monti è interlocutore, in tutto il mondo e in Europa, in questo momento di crisi, ed è un prezioso punto riferimento per oggi e per domani".
Confermata dunque la rottura definitiva con il Pd se mai c'è ne fosse stato bisogno. Alla parole dei due leader centristi infatti una chiara risposta è arrivata proprio da Bersani. "Basta scorciatoie e ricette italiche, la politica deve tornare ad essere credibile" ha detto il leader del Pd dalla Conferenza nazionale per il Mezzogiorno, e poi continuando "la politica deve rimettersi in gioco, deve affermare il suo ruolo e riconoscere il suo limite, questo vale anche per l'Italia del dopo-Monti". Scettico su un Monti Bis anche il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che pure apprezzando il lavoro del Premier ha ribadito l'essenzialità delle consultazioni elettorali. "Se si vota la prossima primavera e se Monti non è candidato, è difficile" ha affermato Alfano, ma Monti ha già chiarito più volte che non ha nessuna intenzione di candidarsi, chissà se le lusinghe dei centristi gli faranno cambiare idea.