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7 Novembre 2022
11:57

Elezioni regionali 2023, Calenda rilancia Moratti e D’Amato ma il Pd non sa con chi allearsi

Su Twitter, il leader di Azione rilancia i nomi dei candidati che il Terzo polo vuole sostenere: Moratti in Lombardia, D’Amato in Lazio. Gli esponenti del Pd non apprezzano il “diktat” e ora il partito deve decidere se appoggiare queste candidature, come chiesto da Calenda, o cercare un’intesa con il Movimento 5 stelle.
A cura di Luca Pons
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"Discussione con tutti", "costruire coalizioni ampie", "mondi diversi" e "programmi inclusivi". Le parole usate su Twitter dal leader di Azione, Carlo Calenda, riassumono la proposta del Terzo polo: correre alle elezioni regionali del 2023 con dei candidati che raccolgano i voti del centro moderato, sostenuti anche dal Partito democratico, ed escludere il Movimento 5 stelle. Il Pd, però, dovrà decidere da che parte stare: correre in coalizione con Azione e Italia Viva, oppure cercare un accordo con il Movimento 5 stelle, che al momento sembra deciso ad andare da solo alle elezioni.

Lombardia, Moratti candidata presidente allontana Pd e Terzo polo

È già stato reso noto che Letizia Moratti si candiderà con il Terzo polo per la presidenza della Lombardia, dopo le dimissioni del 2 novembre dalla giunta di centrodestra di Attilio Fontana. Calenda, commentando l'annuncio su Twitter, scrive che un "ticket Moratti-Cottarelli sarebbe perfetto" e che "è ora di rompere gli indugi e iniziare a lavorare". Carlo Cottarelli, economista, è attualmente un senatore del Partito democratico.

Lo stesso Cottarelli chiarisce che non sa "cosa voglia dire questo ticket" e che nessuno lo ha chiamato a proposito. Per quanto riguarda Moratti, il senatore afferma: "Negli ultimi due anni è stata molto criticata sia dal Pd che da Azione per quello che ha fatto in giunta, però non è chiaro se era colpa sua o se il fatto che stava in una certa giunta".

Ora queste critiche "Azione sembra averle superate. Il Partito democratico non lo so, dovete chiedere a loro", conclude Cottarelli. Risponde il segretario del Pd in Lombardia, Vinicio Peluffo: "Noi Letizia Moratti non la sosteniamo. Sono loro che si chiamano fuori, non dipende da noi. Devono sedersi a un tavolo e discutere, non fare diktat".

Anche il vicepresidente del gruppo Pd al Senato, Franco Mirabelli, conferma: "La proposta di sostenere Letizia Moratti non sta né in cielo né in terra". Moratti, ricorda Mirabelli, "è una donna di centrodestra" e lo è stata anche "nella recente campagna elettorale, dove non ha certo sostenuto altre forze politiche". Secondo il senatore, il problema sarà del centrodestra: "In Lombardia, quando andremo a votare, probabilmente ci saranno due candidati di centrodestra uno contro l'altro, il presidente e la vicepresidente di questa giunta. Pensare che questo possa essere per noi un problema è sbagliato". Semmai, specifica, "sarà un problema di Calenda e Renzi che dovranno spiegare come mai rompono il fronte dell'opposizione in Lombardia e, improvvisamente, sostengono chi hanno avversato fino a pochi giorni fa".

In precedenza, gli esponenti del Pd regionale avevano proposto di scegliere il candidato o la candidata presidente con delle ‘primarie di coalizione', senza escludere un'alleanza con una lista civica di Moratti. Ora, sembra più complicato ricucire i rapporti con il Terzo polo.

Moratti e l'appello al Pd: "Con la destra-destra al governo, rivediamo le nostre posizioni"

"Il centrodestra non c'è più", a governare la Lombardia e l'Italia c'è "un campo politico che è diventato ormai molto più di destra che di centro". Parole di Letizia Moratti, che in un'intervista a Repubblica spiega le motivazioni della sua scelta di candidarsi con il Terzo polo.

"Questa è una destra che a furia di alzare muri ci chiude tutti in un recinto. Ma la chiusura è quanto di più lontano dal Dna della Lombardia, una regione aperta al mondo, solidale, attenta all'inclusione". Per questo, la candidature nasce "a partire dalla lista civica Lombardia Migliore, naturalmente dal Terzo polo di Calenda e Renzi, ma anche da molte realtà civiche che hanno scelto di far parte del progetto".

Moratti si rivolge "anche al Partito democratico e a tutte le altre forze politiche che vogliono interpretare questa fase nuova di cambiamento. In queste ore – racconta – molti del Pd mi stanno chiamando". Per loro, il messaggio dell'ex vicepresidente della Lombardia è questo: "Non c'è più il centrodestra, c'è una destra-destra al governo del Paese e questo obbliga tutti noi – me stessa in primis ma anche loro – a una ‘revisione' del nostro posizionamento".

Lazio, Calenda propone D'Amato ma Zingaretti chiede un "confronto plurale"

Sempre su Twitter, Carlo Calenda parla non solo di Letizia Moratti, ma anche della candidatura di Angelo D'Amato per la presidenza della Regione Lazio. L'attuale assessore alla Sanità regionale della giunta Zingaretti sarebbe sostenuto anche dalla corrente ex-renziana del Partito democratico, chiamata Base riformista.

Anche per le regionali del Lazio, però, il Partito democratico deve decidere se cercare un'alleanza con il Terzo polo o con il Movimento 5 stelle, che si escludono a vicenda come possibili compagni di coalizione. L'attuale presidente della Regione, l'ex segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti, aveva commentato venerdì il fatto che Calenda avesse indicato D'Amato come candidato: "Ieri si è scandalizzato denunciando che Conte decide i candidati del Pd e non era vero. Oggi i candidati del Pd li vuole decidere lui. È un vero peccato".

Gli stessi esponenti di Base riformista avevano risposto, con il proprio coordinatore Mario Mei, definendo l'affermazione del presidente di Regione "umiliante per D'Amato ma anche per lo stesso Zingaretti". L'ultima replica è di Zingaretti, che ribadisce: "Il mio unico obiettivo da sempre è costruire una coalizione la più ampia possibile e vincere. Questo si ottiene con il confronto plurale e solidale non con i diktat o le imposizioni".

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