Alla vigilia dell’apertura delle urne per l’elezione da parte dei 16 nuovi consiglieri togati del Consiglio Superiore della Magistratura, un sms del sottosegretario alla Giustizia del Governo Renzi, Cosimo Ferri, ha alimentato una polemica tra le toghe. Si tratta di un messaggio di testo che il sottosegretario ha inviato a chissà quanti numeri di telefono per invitare a votare per due persone, Lorenzo Pontecorvo e Luca Forteleoni. A parlare della vicenda e della polemica nata tra le toghe è il Corriere della Sera, che riporta il testo del messaggio inviato da Ferri: “Per le prossime elezioni Csm mi permetto di chiederti di valutare gli amici Lorenzo Pontecorvo (giudice) e Luca Forteleoni (pm). Ti ringrazio per la squisita attenzione”. La polemica nasce appunto perché chi ha firmato l’sms è il sottosegretario alla Giustizia che lunedì scorso ha annunciato la riforma riassunta in dodici punti di cui il quarto parlava appunto del Csm. Cosimo Ferri – che è comunque anche un esponente della corrente più moderata o di destra delle toghe, Magistratura indipendente – è stato nominato sottosegretario alla Giustizia in quota Forza Italia col governo Letta e poi è stato riconfermato anche da Renzi. Insomma, uno strano caso di commistione tra magistratura e politica. E ora a chi lo critica per quel messaggio inviato a poche ore dal voto lui risponde: “Sono beghe interne alla magistratura, e purtroppo vedo una strumentalizzazione che mi dispiace, perché in un momento come questo la magistratura avrebbe bisogno di grande serenità, non del nervosismo che traspare in chi vuol montare una polemica inutile, sterile e priva di fondamento, frutto di gelosie e cattiverie”. Ferri non definisce la sua propaganda elettorale, ma solo un messaggio privato inviato da un cittadino che andrà a votare per il Csm.

Orlando: “Sulla giustizia niente inciuci con la destra”

Sul tema della giustizia è intervenuto in queste ore anche il ministro Andrea Orlando, che in un’intervista a Repubblica ha negato alcun “inciucio” con la destra di Silvio Berlusconi. Orlando ha parlato dei dodici punti della riforma che sono “l’avvio del confronto”, ma che non ci saranno accordi sotto banco. “Se le forze di opposizione, che in alcuni casi abbiamo già incontrato, daranno indicazioni, le accoglieremo solo se le condivideremo, altrimenti manterremo le nostre posizioni di fronte al Paese”, ha assicurato. Sulla responsabilità civile – ha spiegato il ministro – “non vogliamo mettere sotto schiaffo le toghe”, per le intercettazioni “nessun limite alle indagini” e correzione della norma sulla custodia cautelare. Un riferimento anche alla lotta alla corruzione: “La nomina di Cantone è il primo passo, bisogna prosciugare il brodo della corruzione”.