Un sondaggio dell'istituto Ipsos per il Corriere della Sera esamina le intenzioni di voto degli italiani tenendo conto del taglio dei parlamentari, su cui i cittadini si esprimeranno con il referendum confermativo previsto per settembre, e della nuova legge elettorale Germanicum, non ancora votata in Parlamento, ma in discussione alla Camera. Anche in uno scenario di questo tipo il centrodestra vincerebbe le elezioni, mentre una coalizione formata da Partito democratico e Movimento Cinque Stelle otterrebbe un numero di seggi considerevolmente più basso. Con il taglio dei parlamentari, i deputati alla Camera passerebbero da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Il Germanicum prevederebbe invece un modello proporzionale ed eliminerebbe i collegi uninominali. La soglia di sbarramento verrebbe alzata dal 3% al 5% e si direbbe addio alla quota maggioritaria. Non sarebbe cioè favorito il singolo partito che ottiene più voti, ma si premierebbe una logica di coalizione.

Nel sondaggio di Ipsos la Lega si conferma il primo partito in Italia con il 23,1%. Secondo la nuova legge elettorale (che andrebbe a sostituire il Rosatellum) e il numero ridotto di parlamentari, il Carroccio otterrebbe 107 eletti. Molti seggi gli sarebbero sottratti da Fratelli d'Italia che questa settimana arriva al massimo dei consensi mai registrato: il 18%. Avrebbe quindi diritto a 82 scranni. Con Forza Italia stabile al 6,9%, gli azzurri riceverebbero 31 seggi. La coalizione di centrodestra totalizzerebbe il 48%, mentre secondo Ipsos gli alleati della maggioranza raggiungerebbero il 38%. Il Partito democratico questa settimana ottiene il 19,6% delle preferenze, avendo così diritto a 92 eletti. Il Movimento Cinque Stelle invece viene stimato al 18,9%: unendosi, queste due forze politiche avrebbero diritto a 179 seggi, un numero inferiore rispetto a quelli che riceverebbe la coalizione del centrodestra stando ai sondaggi politico-elettorali.

Bisogna poi considerare che la nuova legge elettorale, alzando la soglia di sbarramento al 5%, non favorirebbe i piccoli partiti. Italia Viva (2,5%), Azione (2,5%) e Sinistra Italiana-Leu (2,9%) sarebbero quindi esclusi. Se dovessero superare questa quota il risultato delle elezioni potrebbe essere stravolto, dal momento che il centrosinistra potrebbe ottenere, tramite un'ampia coalizione, più seggi rispetto al centrodestra di Lega, FdI e FI. Ma questa eventualità non sembra al momento essere tra le più probabili. Ragion per cui Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che in passato si diceva totalmente d'accordo con i dem per l'approvazione del Germanicum, ora davanti alla concreta possibilità di perdere il proprio posto in Parlamento vorrebbe mantenere la soglia di sbarramento al 3%.