Cassa integrazione: il Governo “valuta”, la Camusso protesta

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A cura di Redazione
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Il segretario generale della Cgil scrive al Corsera e chiede un immediato confronto con il Governo. La replica del ministro: “Non si può rifinanziare lo strumento senza rivisitarlo”.

Le posizioni sembrano note: da una parte i sindacati che chiedono risposte immediate per il rifinanziamento della cassa integrazione (delle cifre vi abbiamo parlato qui); dall'altra il Governo Letta che, pur riconoscendo la necessità dell'intervento, insiste sulla necessità di un ripensamento dello strumento. In mezzo migliaia di lavoratori per i quali l'ora x (quella dell'esaurimento dei fondi per la cassa integrazione) si sta inesorabilmente avvicinando.

La segretaria della Cgil questa mattina ha pensato bene di scrivere al Corsera, esplicitando le preoccupazioni sulla tempistica dell'intervento del Governo:

Signor ministro del Lavoro Enrico Giovannini, leggiamo di continuo suoi annunci di interventi sul lavoro, sulle pensioni, di programmi sull'occupazione giovanile. Dichiarazioni che si susseguono indicando orizzonti difficili da comprendere. Lei stesso ha asserito che gli investitori hanno bisogno di stabilità e certezze. Pensi di quanta ne avrebbero bisogno le persone che dipendono dagli annunci che il governo propone in sequenza sul lavoro e sulle emergenze sociali […] Le chiediamo, signor ministro, se non fosse stato più proficuo convocare le parti sociali e insieme a loro discutere della quantità di risorse necessarie, di dove attingerle e su quali titoli delle «emergenze» allocarle […] Signor ministro, c'è una modalità d'azione più giusta ed efficace: quella di aprire il confronto e valutare la sostenibilità sociale, non solo i vincoli economici, delle scelte necessarie da compiere sul complesso tema del welfare. Si sceglie, invece, di annunciare provvedimenti di manutenzione che in realtà rappresentano interventi sostanziali come la liberalizzazione dei contratti a termine, la staffetta generazionale (salvo poi retrocedere in ragione dei costi), le flessibilità in uscita per le pensioni (ma penalizzandole senza qualificare i diversi lavori), e si trascurano altre priorità immediate

A stretto giro è arrivata anche una mezza risposta dal ministro Giovannini che, nel corso del question time del Senato, ha ammesso che la situazione richiede un intervento urgente. "Il governo sta valutando le risorse disponibili a brevissimo termine per rifinanziare la Cig", ma, anticipa Giovannini, "poi bisognerà rivedere il provvedimento perché non si può rifinanziare lo strumento senza rivisitarlo. Il problema è strutturale"; in ogni caso, ha concluso, "convocherò le parti sociali per avviare un dialogo e cercare di capire gli interventi che si ritengono più efficaci".

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