La questione della revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia continua ad essere un'incognita per il governo. Mentre il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, continua ad insistere sulla revoca immediata, ora potrebbe aprirsi un'altra via di risoluzione al dossier, che però non risulta ancora ufficiale. Si tratta di una maxi-multa nei confronti di Aspi che il governo potrebbe imporre al posto di una revoca. Ma i Cinque Stelle non ci stanno.

"Lo Stato non accetta carità, solo giustizia per le vittime. Per chi ha causato il crollo del ponte Morandi non ci saranno sconti", affermano però fonti pentastellate. Che aggiungono: "Ci sono le famiglie di 43 vittime che ancora attendono giustizia. La revoca della concessione ad Autostrade va inoltre nella direzione di un successivo abbassamento dei pedaggi". L'ipotesi della maxi-multa verrebbe inoltre dopo la richiesta del governo di compensazione per circa 3,5/4 miliardi di euro, attraverso una riduzione delle tariffe. Il taglio dovrebbe essere attorno al 5%.

La ministra De Micheli: "Proposta insufficiente"

In un'intervista su Repubblica, la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, afferma che la proposta di compensazione non basta per evitare la revoca: "Aspi ha fatto diverse proposte anche al precedente governo. Le abbiamo ritenute insufficienti per le ricadute a vantaggio dei cittadini. I 700 milioni per la riduzione dei pedaggi? Ci saremmo aspettati una riduzione significativa delle tariffe ai caselli, senza modificare il piano di maggiori investimenti per la rete e per la manutenzione. La proposta è insufficiente", sostiene la ministra.

Che poi ha aggiunto: "Autostrade comprende i 600 milioni della ricostruzione del Ponte Morandi nel risarcimento che offre allo Stato? Sono soldi già previsti per legge. Se la discussione comincia così non è solo insufficiente, è anche irricevibile". L'ipotesi di una revoca, spiega De Micheli, ha sia una base giuridica che una economica, entrambe da tenere in considerazione nelle decisioni, che verranno condivise con il presidente del Consiglio e gli altri ministri.

Per quanto riguarda i tempi di una risoluzione, De Micheli non si sbilancia. Poi afferma: "Sono emerse carenze nella manutenzione e nei controlli che non sono stati fatti a regola d'arte, come si dice in cantiere. E non riguardano solo il Morandi. Al di là di Aspi, va rivista la cultura del rapporto tra il privato e il pubblico. Il pubblico ha un interesse prevalente e se non ha la forza di farlo valere si crea uno squilibrio che è un danno anche per il privato perché si abbassa la qualità. La tragedia di Genova purtroppo è una lezione".

Il nuovo piano industriale di Aspi

Anche il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, non ha dubbi sulla revoca: "Sono certo che la revoca della concessione sia il risultato che dobbiamo ottenere", ha affermato. Ma mentre una decisione del governo ancora non si delinea, Aspi da parte sua si prepara a implementare un nuovo piano industriale. Un progetto triennale che vuole mettere un punto con il passato. L'amministratore delegato Roberto Tomasi dovrebbe presentare il piano al consiglio di amministrazione verso la metà del mese: questo punta tutto su manutenzione, innovazione tecnologica e sostenibilità.

Si parlerà del monitoraggio sui principali viadotti, svolto grazie a un sistema di intelligenza artificiale che permetterà di tenere sotto controllo lo stato di salute delle infrastrutture in tempo reale: proprio in questi giorni si dovrebbe dare il via alla fase di sperimentazione sul viadotto Bisagno in Liguria, un tratto dell'autostrada A12 Genova-Livorno. Tomasi ha inoltre riconfermato la volontà di fare importanti investimenti e trattare con il governo per salvare la società. La Borsa, nel frattempo, risponde bene al clima di negoziazioni e mediazione: dopo le chiusure in rosso dei giorni scorsi, i titoli si sono infatti risollevati.