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Arresto Zaky, l’appello delle sardine a Mattarella e a Conte: “Dategli la cittadinanza italiana”

Dopo il corteo organizzato dal Consiglio degli studenti dell'Università di Bologna, per chiedere la liberazione di Patrick Zaky, le sardine hanno lanciato un appello al presidente della Repubblica Mattarella e al governo italiano: "Patrick Zacky è uno studente di un'università italiana, per questo chiediamo un impegno immediato e deciso del governo italiano e del presidente della Repubblica Mattarella, se questo può servire, a concedere la cittadinanza italiana a Patrick".

Dopo la manifestazione di questa sera a Bologna, per la liberazione di Patrick George Zaky, il ricercatore di 28 anni arrestato in Egitto ormai dieci giorni fa, le sardine chiedono che l'Italia gli dia la cittadinanza italiana, in quanto studente di un master a Bologna. Il corteo è stato organizzato dal Consiglio degli studenti dell'Università di Bologna, ed erano presenti circa 5mila persone, che hanno sfilato al grido di "Patrick libero". Oltre alle sardine, agli studenti e ai docenti, c'erano anche il rettore Francesco Ubertini ed il sindaco di Bologna Virginio Merola.

"Patrick Zacky è uno studente di un'università italiana, per questo chiediamo un impegno immediato e deciso del governo italiano e del presidente della Repubblica Mattarella, se questo può servire, a concedere la cittadinanza italiana a Patrick. Dopo la vicenda di Giulio Regeni per cui attendiamo ancora verità e giustizia, riteniamo essenziale l'impegno dell'Italia e dell'Unione Europea perché i diritti umani vengano prima degli interessi commerciali". A parlare è Lorenzo Donnoli, portavoce nazionale 6000 Sardine.

"L'Egitto è un paese non sicuro, bisogna mettere in atto tutte le iniziative, persino minacciare il ritiro degli ambasciatori e il blocco delle cooperazioni per evitare che venga perpetrata questa violazione dei diritti umani", ha aggiunto.

"Ho pensato di dare la cittadinanza onoraria a Patrick, ma conferirla adesso sarebbe un atto in più, perché è già un cittadino di Bologna, in quanto studente della nostra Università, perché tutti i nostri studenti sono cittadini di Bologna", ha detto il sindaco di Bologna, Virginio Merola, commuovendosi durante il suo intervento palco di piazza Maggiore. "La cittadinanza a Patrick gliela conferiremo quando torna, per festeggiare".

"Non ci arrenderemo – ha aggiunto – Continueremo fino al 22 febbraio e se necessario continueremo anche dopo questa data. Gli studenti di Bologna sono cittadini bolognesi. Questa è la nostra storia".

Il sindaco ha rivolto poi un appello al governo italiano e agli Stati dell'Ue: "Fate tesoro delle parole del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli" che ha chiesto il rilascio immediato del giovane. "Non è possibile passare sopra la libertà personale per vendere qualche nave o armamento in più". Inoltre ha sollecitato il ritiro degli ambasciatori, per dimostrare che questa non è una vicenda che riguarda solo una persona o una città ma "riguarda la coerenza degli Stati Uniti di Europa".

Poi ha lanciato un messaggio alle istituzioni egiziane: "Non si sconfigge il terrorismo negando la libertà di opinione e i diritti umani. Questo studente non ha nessuna colpa se non quella di studiare e di dire quello che pensa" ha detto il sindaco.

Il corteo partito dal Rettorato è confluito in piazza Maggiore dove era stato allestito, di fianco all'ingresso del Comune, un piccolo palco, sotto lo striscione di Amnesty International che recita "Verità per Giulio Regeni". "La ricerca non si lega", "Stop alle violazioni dei diritti umani in Egitto" e "Ogni essere umano nasce libero", erano alcuni dei messaggi che campeggiavano sugli striscioni. In apertura, prima degli interventi, è stata letta in tre lingue (italiano, inglese e spagnolo) la dichiarazione universale dei diritti umani. La manifestazione si è poi chiusa con la canzone "Imagine" di John Lennon, e poi è partito spontaneamente qualche verso di "Bella Ciao".

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