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Elezioni Comunali 2022
10 Giugno 2022
22:37

Amministrative, Fdi e Lega insieme sfidano alleanza Pd-M5s in 26 comuni: test su nuovo bipolarismo

L’analisi dell’Istituto Cattaneo sulle elezioni amministrative rileva che in soli 26 casi si assisterà a uno scontro tra il blocco del centrosinistra, con Pd e M5s alleati, e il centrodestra, con Meloni e Salvini a sostegno dello stesso candidato.
A cura di Annalisa Cangemi
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Secondo l'analisi dell'Istituto Cattaneo sulle elezioni amministrative che si svolgeranno domenica, sui 142 comuni con più di 15mila abitanti che andranno al voto, solo in 26 casi (18%) si assisterà a una simulazione del ‘nuovo bipolarismo', cioè una sfida tra un centrodestra e un centrosinistra, in cui Fratelli d'Italia e Lega sono alleati, e si contrappongono al blocco Pd e M5s, che si presenta insieme.

L'Istituto Cattaneo aveva l'obiettivo di misurare il livello di radicamento territoriale dei quattro maggiori partiti (Pd, M5s, Fdi, Lega) e il grado di coesione mostrato in questa tornata elettorale dall'area progressista e dal centrodestra. Dove si testerà la solidità dell'alleanza tra Salvini e Meloni e la tenuta del centrosinistra? È importante guardare a questi comuni, perché potrebbero essere un laboratorio per le prossime elezioni politiche.

Per quanto riguarda il metodo, l'Istituto di studi e ricerche spiega attraverso una nota di aver potuto esaminare l'offerta politica solo considerando le denominazioni delle liste e i loro collegamenti, con alcune semplificazioni.

"In particolare – sottolinea -, abbiamo identificato le liste espressione dei quattro principali partiti (Pd, M5s, Fdi, Lega), e abbiamo quindi classificato l'offerta a seconda che tali liste siano presenti o meno, siano tra loro collegate (Pd e M5s, Fdi e Lega) a sostegno di un candidato sindaco comune ovvero sostengano candidati a sindaco concorrenti". L'analisi esclude le "forze politiche minori" (varie liste di sinistra, Azione, Iv, Fi) perché se si prendesse in esame anche la loro collocazione "le varianti si moltiplicherebbero fino a diventare ingestibili".

Focalizzando l'attenzione sull'area progressista in 41 comuni su 75 (il 55%) al Centro-Nord e in 30 su 67 (il 45%) al Sud non sono presenti liste del M5s. "Com'è prevedibile, il Pd dimostra il suo maggior radicamento. Il simbolo del Pd è assente dalla scheda elettorale di una quota di comuni molto più ridotta: 8% al Nord e 16% al Sud". Nell'area di centrodestra "la situazione appare molto diversificata tra Nord e Sud. Nel Nord sono pochi i comuni dove si registra l'assenza di Fratelli d'Italia (4%) e/o della Lega (5%). Al Sud l'assenza è molto più consistente: i comuni senza il simbolo di FdI sono il 34%, quelli senza il simbolo della Lega sono il 71% (un chiaro indizio che l'obiettivo coltivato da Matto Salvini di trasformare la Lega in un partito nazionale sta regredendo o comunque stenta ad essere realizzato)".

L'analisi delle candidature fornisce poi indizi anche sulla solidità delle alleanze. "I due principali partiti dell'area progressista (Pd e M5s) sostengono esplicitamente candidature unitarie a sindaco in 20 Comuni su 75 al Nord (il 27%) e in 25 su 67 (il 37%) al Sud – riporta l'analisi dell'istituto -. Appaiono invece contrapposti, sostenendo candidati a sindaco alternativi, in 24 comuni su 142 (17%, sotto questo profilo non si notano differenze tra Nord e Sud)".

"L'alleanza di centrodestra – prosegue il Cattaneo – appare solida al Nord: Fdi e Lega risultano alleati in gran parte dei comuni al voto (63 su 75, ossia l'84%). Al Sud, invece, anche a causa della frequente assenza di uno o di entrambi i partiti, i loro simboli appaiono a sostegno dello stesso candidato solo in 17 comuni su 67 (25%). Però sono solo 10 su 142 (7%) in tutta Italia i casi in cui sostengono in maniera esplicita candidati a sindaco concorrenti".

Incrociando infine la composizione dell'offerta di sinistra e di destra, l'Istituto osserva che "solo in 26 Comuni su 142 (18%) si svolge una simulazione compiuta del ‘nuovo bipolarismo', ossia una sfida tra un centrodestra e un centrosinistra in cui FdI e Lega da una parte, Pd e M5s dall'altra sono esplicitamente alleati".

"Se però aggiungiamo anche i casi di Comuni in cui una delle due sigle di ciascuna area è assente (casi in cui non possiamo dire che PD sia in conflitto con M5S o FDI sia in conflitto con la Lega)", si raggiunge quota 80 comuni su 142 (56%). L'Istituto conclude, affermando che "è certo che in almeno un comune su quattro il ‘nuovo bipolarismo' non ha attecchito, in quanto una, l'altra o entrambe le coppie dei principali partiti sono esplicitamente in contrasto tra loro. Fino al caso limite di Carrara dove ciascuno dei quattro partiti sostiene un candidato a sindaco diverso".

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