A Montecitorio è sparita una collana d’oro. “L’onorevole Lupin” colpisce ancora

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Vittima del misterioso ladro della Camera è la deputata della Lega, Paola Goisis, che non ha più ritrovato il suo monile da 3.000 euro. Prima di lei, diversi parlamentari sono stati derubati di computer, telefonini e cappotti (furto assai gettonato). Che succede a Montecitorio?

Ormai è chiaro. Un misterioso ladro si aggira negli uffici della Camera dei Deputati. Negli ultimi tempi a Montecitorio è sparito di tutto dai computer portatili ai portafogli, passando per telefonini e stilografiche, ma anche navigatori satellitari. L'ultimo furto, come fanno notare Il Giornale e Libero, ha per vittima la leghista Paola Goisis. Alla sventurata manca una collana d'oro. «Un mesetto fa ho commesso l'errore di lasciare la mia borsa, quella blu con il logo della Camera, su un divanetto del Transatlantico perché dovevo votare. E poi…» Una dimenticanza che le è costata 3.000 euro, questo il valore del monile.

Gli altri parlamentari vittima del Lupin di Montecitorio

La deputata del Carroccio è, dunque, solo l'ultima delle vittime dell'onorevole Lupin, come lo definisce il quotidiano di Alessandro Sallusti. Uno degli oggetti più ambiti dalla manolesta parlamentare è il cappotto. Qualche esempio: nel 2008 l'ex Ministro Gianfranco Rotondi non trovò più il suo soprabito; andò peggio all’ex deputata dell’Ulivo Elisa Pozza Tasca che fu costretta tornare a casa senza la sua pelliccia di visone del valore di seimila euro. E ancora il cachemire blu di Paolo Bonaiuti sparì improvvisamente dal divanetto dove il portavoce di Silvio Berlusconi lo aveva lasciato. «No, non cominciamo a usare espressioni come ‘onorevole Diabolik’. Il Transatlantico è una specie di porto di mare. Quindi, addossare la colpa ai parlamentari se sparisce qualcosa è ingiusto» fu il commento di Bonaiuti che fortunatamente si accorse di avere le chiavi di casa nelle tasche dei pantaloni.

Un'assicurazione contro i furti alla Camera

Cosa hanno in comune tutti questi furti? Sono tutti avvenuti all'interno della Camera e sono stati prontamente rimborsati. Deputati e Senatori sono infatti assicurati contro i furti commessi all'interno degli edifici istituzionali, sottoposti alla diretta vigilanza degli ufficiali di Camera e Senato. La polizza rimborsa ai parlamentari qualsiasi cifra senza che loro debbano produrre alcuna ricevuta d'acquisti. Un caso controverso già segnalato dal famigerato Spider Truman nel suo blog “I segreti della Casta di Montecitorio”, nel quale si faceva notare che «probabilmente i ladri sono coloro i quali entrano ed escono dall'ingresso principale quando vogliono: i deputati infatti sono gli unici esentati dai controlli».

Ma l'ultima vittima del malandrino di Montecitorio non potrà però godere dell'indennizzo. «Ho fatto regolare denuncia alla polizia interna di Montecitorio e all’ufficio di sicurezza della Camera – spiega la Goisis -. Non potrò però usufruire della polizza assicurativa perché può coprire un furto se è avvenuto in Aula, non in Transatlantico». E pensare che prima bastava denunciare il furto e si veniva risarciti. Norma poi rivista dal questore della Camera, Gabriele Albonetti.

E così la «Goisis – scrive Il Giornale – verrà rimborsata con appena 600 euro contro i 3mila del valore della collana».

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