Prima ha ingerito una massiccia dose di farmaci tranquillanti, poi ha tentato di togliersi la vita impiccandosi: è accaduto a Bologna, dove una donna ha cercato di suicidarsi dopo aver saputo che il marito, come lei di fede musulmana, era intenzionato a sposarsi anche con un'altra donna in Pakistan; una decisione che la prima moglie non è riuscita a sopportare, tanto da indurla a farla finita. Ieri notte a evitare il peggio è stata una pattuglia della polizia, intervenuta in extremis in un appartamento nella zona dell'ex ghetto ebraico dove vive la coppia, lei 29 anni e lui 30, entrambi di origine pakistana. A dare l'allarme è stato proprio l'uomo, in questi giorni rientrato in patria per il nuovo matrimonio.

Dopo l'ennesima telefonata tra i due culminata con una lite per la sua decisione di diventare poligamo, la donna aveva chiuso la conversazione dicendo che l'avrebbe fatta finita e non gli aveva più risposto. L'uomo ha tentato di intervenire come ha potuto: ha chiesto a un vicino di casa, un italiano che abita nello stesso edificio, di andare a controllare la situazione. La 29enne non ha aperto ma dalla porta l'uomo l'ha sentita piangere, quindi ha deciso di avvertire la Polizia.

Dopo una trattativa dal pianerottolo, gli agenti sono riusciti a tranquillizzare la donna e a convincerla a farli entrare. La ventinovenne li ha accolti disperata e anche a loro ha detto di avere deciso di togliersi perché, sebbene la sua religione lo consenta, non accettava che il marito stesse per sposare anche un'altra donna. La 29enne ha quindi raccontato di aver provato a suicidarsi ingerendo una massiccia dose di tranquillanti, poi non riuscendo nel suo intento di aver provato a impiccarsi: effettivamente in camera da letto c'erano un cappio legato a una trave sul soffitto e una sedia al centro della stanza.