Non ci sono le condizioni per una alleanza con il Partito Democratico, ma bisogna continuare a lavorare fino all'ultimo secondo per rendere possibile la costruzione di un centrosinistra unito, che eviti di ripetere quanto successo in Sicilia; e la base di partenza può essere un insieme di temi su cui lavorare assieme al PD. È questa la linea che emerge dalla convention di Campo Progressista, che si è chiusa con gli interventi di Laura Boldrini e di Giuliano Pisapia. L'ex Sindaco di Milano ha spiegato di considerarsi "l'ultimo giapponese", ribadendo di essere impegnato "fino all'ultimo giorno" per ricucire gli strappi all'interno del centrosinistra.

"Non è una missione impossibile, non vogliamo un’altra Sicilia, non possiamo non fare di tutto per unire, nella discontinuità, il centrosinistra", ha spiegato dal palco Pisapia, aggiungendo però che "il PD deve smetterla di guardare a destra, perché non ci può essere nessun cammino con chi pensa che nel nuovo centrosinistra ci possa essere un pezzo del vecchio o del nuovo centrodestra". Poi Pisapia ha elencato una serie di misure su cui potrebbe essere possibile un'allenza con il PD: "Un intervento importante sui superticket, un segnale profondo sulla lotta alla povertà, un impegno reale per due norme di civiltà come lo ius soli e il biotestamento, l'approvazione della proposta di legge ‘ero straniero' per modificare le politiche sui migranti".

Concetti sostanzialmente ribaditi anche da Laura Boldrini, che ha chiuso la giornata con un intervento molto applaudito dalla platea. "Non basta fare alleanze con un simbolo e non basta fare le alleanze contro, perchè questo non mobilita, non appassiona", ha cominciato la Presidente della Camera, aggiungendo subito che al momento "non ci sono le condizioni per un'alleanza con il PD".