"Chi è di sinistra e di centrosinistra evidentemente non può avere dubbi sull'esigenza di approvare la legge dello Ius soli entro la fine della legislatura". A dirlo è stato Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano e oggi leader di Campo Progressista, intervenuto ieri alla festa nazionale di Legambiente dove ha preso parte a un dibattito insieme al Ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina. Quello lanciato dal palco è, con ogni evidenza, un messaggio lanciato al segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, che sabato da Capalbio aveva chiarito che – date le evidenti difficoltà politiche – non è certo che la legge sullo ius soli passi in questa legislatura: "Noi abbiamo accettato la richiesta del governo, ma vedendo le ultime settimane sono ridotte le possibilità che passi in questa legislatura".

Nelle scorse settimane il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni aveva chiarito che rimane "l’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno". La strada tuttavia appare molto stretta, tanto che il capogruppo PD alla Camera Ettore Rosato ha fatto intendere chiaramente come ci siano difficoltà difficilmente superabili: "I numeri al Senato sono quelli che sono" ma "siamo convinti che completeremo il nostro lavoro sia con lo ius soli, che abbiamo approvato in prima lettura alla Camera, che con il testamento biologico". In questo quadro MDP ha accusato il Partito Democratico di aver fatto un'evidente retromarcia dettata esclusivamente da calcoli elettorali e minacciato di uscire dalla maggioranza che sostiene il governo.

La battuta d'arresto sullo Ius Soli e la dichiarazione di Matteo Renzi a Capalbio è però piaciuta ai centristi di Ap: "Bravo Matteo, non è il momento di fare questa riforma". Il disegno di legge è stata approvato alla Camera due anni fa ed è da tempo motivo di scontro dentro la maggioranza.