Ha sedici anni, frequenta con un buon profitto il liceo scientifico Veronese di Chioggia – città in cui vive con la sua famiglia -, segue gli scout, suona la chitarra e pratica la voga alla veneta. Tutto senza l’avambraccio sinistro. Pur essendo nato con questa menomazione, per Pietro Nicchetto non è stato un problema classificarsi al terzo posto nella “Maciarele senior” della Regata Storica 2017. A parlare oggi di questo giovane diversi quotidiani, tra cui il Corriere del Veneto. “Qualche giorno prima della Storica mi si è rotta la protesi – ha raccontato l’adolescente – e non c’era tempo di aggiustarla. Quindi l’ho dovuta usare senza poter comandare apertura e chiusura della mano. Tanto che a un certo punto ho perso il remo e mi sono dovuto fermare per sistemarlo, premendo un bottone”. Pensando alle sue passioni, il giovane ha raccontato che gli “si è aperto un mondo” quando ha scoperto la voga veneta, disciplina che prevede che l’atleta stia in piedi, particolare che rende ancor più difficile governare con il remo.

Il sogno del giovane atleta – “Ho iniziato a fare regate alle medie, ricordo la prima alla Giudecca. Ero uno sconosciuto e i ragazzi mi guardavano con imbarazzo. Poi ho iniziato a conoscerli ed è cambiato tutto”, ha raccontato ancora il sedicenne che ha aggiunto di avere un sogno adesso. Quello che qualcuno possa aiutarlo a progettare e realizzare una nuova protesi con dei sensori che gli permettano i movimenti di cui ha bisogno per coltivare la sua passione per il remo e così continuare a collezionare successi.