"Il governo è un autobus con due volanti e due piloti, finché la strada è dritta va avanti, alla prima curva finisce fuori strada. Ma faranno di tutto per restare: Di Maio è attaccato alla sedia come una cozza, Salvini ha paura di tornare con Berlusconi". Attraverso questa metafora Pier Luigi Bersani esprime a ‘La Stampa' il suo giudizio sul governo giallo-verde. E tuttavia se il governo cadesse, l'esponente di LeU, a differenza del segretario Nicola Zingaretti, non sarebbe favorevole a elezioni immediate: "Rischiano di ingessare ancora di più la situazione, prima di votare serve un chiarimento nel M5s, si deve mettere in moto almeno un'ipotesi di alternativa" tenendo presente che i Cinque Stelle "sono come Zelig, assomigliano a quelli a cui stanno vicino, noi dobbiamo fargli prendere la piega giusta". 

La ricetta per Bersani è comunque dialogare con i penstastellati, e andare oltre il Pd: "A sinistra bisogna mettersi d'accordo: l'avversario è questa destra, e per creare l'alternativa bisogna discutere anche con il M5s". Quanto al centrosinistra, "saremmo stati dei dementi a dividere in Italia il fronte dei socialisti. Qua la destra arriva", spiega, parlando del rinnovato sodalizio con i dem in vista del voto del 26 maggio. L'ex segretario interviene infatti da Cesena, dove è andato a sostenere Cecilia Guerra, candidata al Parlamento Ue nella lista del Pd nella circoscrizione Nord Est. Alle elezioni europee "spero che la lista vada bene, e il giorno dopo siamo pronti a rilanciare: c'è un campo vasto, ben oltre il Pd, sopra il 30%, che va organizzato, e noi lo vogliamo fare: in primo luogo tiriamo una riga sugli anni che abbiamo alle spalle, coi torti e le ragioni ci facciamo la birra. Per me serve un nuovo soggetto di sinistra che superi le attuali sigle, compreso il Pd. Ma mi accontento anche di una coalizione".