È morta dopo due settimane di agonia in ospedale la giovane di ventuno anni rimasta coinvolta, la sera di domenica 18 novembre, in una esplosione avvenuta nella casa di Deruta, nella provincia di Perugia, in cui viveva. A dar notizia della morte della giovane, che dopo l’incidente era stata ricoverata all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, sono i quotidiani locali. La ragazza ha lottato per continuare a vivere per due lunghe settimane, ma le sue condizioni erano troppo gravi – secondo quanto scrivono i quotidiani locali la ventunenne aveva riportato ustioni sul 75 percento del corpo – e alla fine è deceduta a seguito di una complicazione respiratoria. La ventunenne era stata soccorsa la sera di domenica 18 novembre prima da un vicino di casa, che aveva dato l’allarme e aveva tentato di tirarla fuori dall’abitazione, e poi dai vigili del fuoco e personale del 118 che inizialmente l’avevano portata all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.

L’esplosione in casa a Deruta forse provocata da una fuga di gas – Poi i medici, dopo aver valutato le condizioni della ragazza, avevano deciso di trasferirla all'ospedale Grandi Ustionati della Capitale nella speranza di salvarle la vita. I medici l’avevano sottoposta a due interventi chirurgici che purtroppo però non sono stati sufficienti a salvarla. E domenica 2 dicembre per la studentessa si è spenta ogni speranza. Le indagini per risalire alla dinamica dell’esplosione del 18 novembre scorso – esplosione forse provocata da una fuga di gas – sono affidate ai carabinieri di Deruta e Todi.