Alberto Perino, uno degli storici leader del Movimento No Tav, ha usato parole molto dure nei confronti della magistratura, in particolar modo di quella torinese: "Nelle azioni dei magistrati nei nostri confronti non c'è più una motivazione. Riteniamo che sia un accanimento che va al di là di ogni senso giudiziario. Stiamo valutando, assieme al nostro team di legali, di denunciare la Magistratura per stalking. Perché di questo si tratta, non è più una situazione normale. Riteniamo che sia un accanimento che va al di là di ogni senso giudiziario. Le faccio subito un esempio: il fatto che abbiano denunciato Mario Cavargna, il presidente di Pro Natura Piemonte, perché ha pubblicato quello che ha scritto il Cipe nella delibera di autorizzazione del cantiere della Maddalena. Il Cipe aveva scritto che c'era il rischio di frana. Bene, Mario Cavargna è stato denunciato per procurato allarme. Ma siamo impazziti? Non ha neanche scritto considerazioni sue: ha riportato dei documenti ufficiali redatti dal Cipe. E lo ha fatto come rappresentante di un'associazione ambientalista. Le associazioni ambientaliste non hanno più diritto di dire che possono esserci dei problemi? Veramente è fuori dal mondo una cosa del genere."

Le dichiarazioni di Perino sono contenute in un'ampia intervista rilasciata all'Huffington Post. L'ex impiegato bancario nei giorni scorsi aveva pronosticato un autunno caldo in Val di Susa: "Il mio intervento – spiega – è l'espressione della preoccupazione che nutro nei confronti dell'escalation di azioni da parte della Magistratura torinese contro il Movimento No Tav. Non ho detto che avremmo fatto, ma che avremmo subito un autunno caldo, un settembre di fuoco". Poi torna a definire "legittimi" i sabotaggi: "Abbiamo fatto due assemblee popolari – rivela – e nel corso di queste riunioni pubbliche i partecipanti hanno riconosciuto e detto che il sabotaggio, se non colpisce le persone (o meglio, se non colpisce alcun essere vivente), è una pratica assolutamente legittima e non violenta".

"Avete voluto ignorarci? Avete voluto far finta che non esistiamo? Che siamo meno di una colonia? Allora – ha proseguito Perino – a questo punto mettiamo in campo altre tecniche di lotta. Nelle due assemblee popolari di cui parlavo, la gente all'unanimità (nessuno si è espresso in modo contrario; e l'ultima assemblea popolare era trasmessa in streaming), ha deciso che l'ultima strada che ci rimaneva era quella del sabotaggio non violento". Rispetto agli ultimi fatto, ovvero all'incendio di alcune betoniere appartenenti a una ditta appaltatrice dei lavori per l'alta velocità, Perino ha sottolineato che il sabotaggio non era stato rivendicato dal Movimento, come invece accade per tutte le iniziative di lotta. "Non sappiamo chi sia stato", ha spiegato il No Tav.