Natale è tempo di tradizioni, soprattutto in cucina. Una tavola riccamente imbandita è non solo una gioia per il palato e per gli occhi, ma anche un simbolo di buon auspicio, fortuna e abbondanza per l’anno che verrà: soprattutto a Napoli il cibo intrattiene un rapporto particolare con le festività natalizie, e alcuni piatti sono d’obbligo sulla tavola del 25 dicembre. È il caso, ad esempio, della celebre menesta ‘mmaretata: è risaputo che la tipica zuppa campana ha una storia antica e molto particolare che risale alla dominazione spagnola, ma perché si chiama così?

Cicoria, scarulelle, verza, carne e gli “scagliuozzi”, le tipiche frittelle di farina di mais: sono questi gli ingredienti principali della ricetta tradizionale

La minestra maritata è uno dei piatti più famosi della cucina napoletana. Immancabile sulla tavola natalizia, questo piatto ha origini molto antiche che risalirebbero addirittura ai romani, anche se furono gli spagnoli a renderla famosa nel Regno di Napoli. Ma perché si definisce “maritata”?

che però nel tempo ha subito numerose variazioni e reinterpretazioni. In generale si tratta di ingredienti poveri, tipici di una tavola popolare ma ricca di sapori e peculiarità. La minestra maritata è la protagonista indiscussa della tavola natalizia partenopea, non deve mai mancare, e la sua storia ce lo conferma: secondo alcuni si tratterebbe del piatto più antico della cucina napoletana.

Una storia antichissima: dai romani alla Spagna

Tanto antico che qualcuno ha sostenuto, in passato, che un’antenata della minestra maritata sia presente addirittura nel menù degli antichi romani: il gustoso misto di verdure e carni sarebbe stato il piatto forte di Marco Gavio Apicio, uno degli “chef” più famosi di Roma al tempo degli imperatori. Nel libro di ricette “De Re Coquinaria”, che riunisce appunto moltissime delle pietanze per cui Apicio era famoso, è presente una zuppa che sembra molto simile a quella maritata.

Un’origine che, a ben vedere, potrebbe essere collegata a quella documentata dalla storiografia che vuole che la menesta ‘mmaretata venga dalla Spagna: nel XIII secolo i dominatori importarono nel Regno di Napoli la loro “podrida”, la tipica minestra ricca di verdure e carne che sembra, in effetti, molto simile a quella partenopea. Ma da dove viene il suo nome?

Perché la minestra è “maritata”?

In realtà non c’è nessuna particolarità dietro questo nome così curioso. L’aggettivo “maritata” si utilizza infatti molto spesso in cucina, almeno a partire dal Cinquecento, per indicare quei piatti che riuniscono ingredienti diversissimi fra loro ma che si “sposano” perfettamente: come nel caso della menesta napoletana, in cui carni e verdure creano un piatto unico, simbolo del Natale.