Concussione
in foto: Foto di archivio

Il 91% degli italiani, che hanno meno di 40 anni, ritiene che la corruzione sia oggi ampiamente diffusa nel nostro Paese. A segnalare episodi specifici di corruzione è ben l’81 degli under 40 e il 75%, dello stesso campione, crede che la lotta alla problematica sia un impegno urgente che il Paese deve assumere per il futuro. A dirlo sono i dati dell’istituto Demopolis per “Riparte il Futuro”. Lo studio è stato condotto nel mese di settembre intervistando 2000 persone di età compresa tra i 18 e i 40 anni; il campione era suddiviso per genere, fascia di età e macro-area di residenza.

Corruzione, per il 48% è diffusa a livello nazionale

In generale, secondo l’indagine, in Italia c’è la convinzione che il fenomeno della corruzione sia uno dei problemi più allarmanti. Per il 48% degli intervistati il fenomeno è più presente a livello nazionale, in particolare tra ministeri e altre istituzioni politiche, e di questo avviso sono soprattutto coloro che abitano al nord Italia. Per il 45% invece questo problema è riscontrabile di più a livello locale, tra regioni e comuni, e a crederlo sono per la maggior parte gli abitanti del sud del Paese.

In generale comunque è il 91% a credere che la corruzione sia ampiamente diffusa e l’81% del campione è in grado di fare riferimento a episodi specifici di corruzione.

Conoscenza del fenomeno, per il 53% è una questione di cui essere informati

Ben il 53% degli intervistati crede che la corruzione sia un fenomeno molto interessante da conoscere e di cui bisognerebbe essere informati per contrastarlo. Il 34% crede che sia abbastanza importante . Tra i casi più noti viene segnalato Mafia Capitale, con l’83% di citazioni; a seguire il caso Consip, nominato dai due terzi del campione, e infine 1 su 2 degli intervistati ricorda gli episodi legati all’Expo di Milano. Una percentuale appena più ridotta cita infine le tangenti Mose e gli scandali nella Sanità Lombarda. In generale è comunque l’82% ad aver sentito parlare di importanti casi di corruzione.

Combattere la corruzione, il 51% denuncerebbe

Il 75% degli under 40 italiani ritiene che la lotta alla corruzione debba essere un impegno fondamentale per il futuro del Paese. Il 30% dichiara che molto probabilmente denuncerebbe eventuali casi; mentre a fare segnalazioni certe sarebbe il 51%, qualora ne fosse testimone o destinatario.

Inoltre il 68% dei cittadini, fra i 18 e i 40 anni, in prevalenza donne, crede che la giustizia, con le eventuali condanne, possa fungere da deterrente. Circa 6 su 10 credono invece che per combattere il fenomeno sia necessaria una maggiore trasparenza nella pubblica amministrazione e nelle gare d’appalto. Il 45% vede nei meccanismi di rotazione all’interno della pubblica amministrazione, con incarichi di durata limitata per i dipendenti pubblici, un buon metodo per arginare la corruzione. Infine la maggioranza assoluta, 52%, punterebbe sulla tutela dei whistleblower, ossia il dipendente pubblico o privato che segnala illeciti o episodi singoli.

Federico Anghelé, responsabile relazioni istituzionali di Riparte il Futuro, in merito specifica: “Questi dati confermano l’importanza di approvare entro la fine della legislatura il disegno di legge a tutela dei whistleblower, in modo da garantire protezione a chi decide di fare il proprio dovere e segnalare corruzione o illeciti sul luogo di lavoro. Ci auguriamo che la Camera possa al più presto approvare la proposta di legge già licenziata dal Senato”.

Soltanto qualche settimana fa anche l’stat aveva diffuso dei dati sul fenomeno della corruzione in Italia; gli intervistati erano stati 43mila e l’età di riferimento quella tra i 18 e gli 80 anni. In specifico era stato chiesto se qualcuno avesse mai assistito in prima persona, o per via indiretta, al fenomeno in questione. Per lo studio il 7,9 delle famiglie italiane è stato coinvolto in fenomeni di corruzione; nel Lazio c’è la maggiore incidenza della problematica mentre la provincia autonoma di Trento risulta essere la meno “corrotta”.