Una delle misure maggiormente criticate dalla Commissione europea nel suo invito ad aprire una procedura d’infrazione sul debito contro l’Italia è la quota 100, l’anticipo pensionistico che permette il ritiro dal mondo del lavoro per coloro i quali abbiano almeno 62 anni di età e 38 di contributi versati. Ma questa raccomandazione sembra non essere presa in gran considerazione dal governo e, soprattutto, dal vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. Tanto che il leader leghista non solo assicura – come i suoi alleati di governo – di non voler ritoccare in alcun modo la quota 100, ma rilancia l’idea della quota 41, già proposta in campagna elettorale e promessa come obiettivo finale da raggiungere in tema di pensioni. Il ministro dell’Interno torna a commentare la possibile procedura d’infrazione dell’Ue: “Le regole e i tagli e l'austerità imposte dall'Europa negli ultimi 10 anni hanno prodotto il risultato che è aumentato il debito e la disoccupazione in Italia. Noi vogliamo fare il contrario: invece che tagliare, vogliamo rimettere soldi nell’economia italiana e nelle tasche degli italiani, abbassare le tasse su imprenditori e famiglie. La Commissione Ue ci imporrebbe nuove tasse, ma è come dare a un malato degli schiaffi e non le vitamine. Noi in Europa non chiediamo i soldi degli altri, ma vogliamo usare per gli italiani i soldi pagati dagli italiani. Io come governo non aumenterò di nessun centesimo nessuna tassa, l'obiettivo è quota 41 sulle pensioni”.

La quota 41 consiste nella possibilità, per tutti i lavoratori, di andare in pensione indipendentemente dall’età se hanno almeno 41 anni di contributi versati. Salvini intervenendo a Mattino Cinque torna poi a parlare di questo tema: “Mi ribello a una certa visione finanziaria che non comprende che in tema di pensioni stiamo parlando di uomini e donne. Se uno versa contributi per 40 anni avrà diritto di riprenderseli prima di finire sotto due metri di terra? E di godersi i nipotini? Voglio un paese che torni a sorridere, senza vincoli. Superare la legge Fornero è il minimo, adesso dobbiamo investire in infrastrutture e taglio delle tasse. I soldi ci sono e se gli italiani lavorano il debito lo ripagano due volte”.

Il vicepresidente del Consiglio assicura che non farà “parte di nessun governo che aumenta qualche tassa, dall’Iva alla casa”. E torna ad attaccare l’Ue: “Le regole imposte dall'Europa negli ultimi dieci anni hanno portato tagli, austerità, precarietà, chiusura di ospedali, legge Fornero, aumento dell'Iva. Il debito è aumentato di 600 miliardi di euro ed è cresciuta anche la disoccupazione. Noi vogliano fare il contrario: invece di tagliare, mettere soldi nelle tasche degli italiani, quello che fa Trump negli Usa, abbassare le tasse a imprenditori e famiglie. È l'unico modo per fare ripartire l'Italia. Questo diremo alla Commissione europea e spero che ce lo faccia fare”.

Infine Salvini torna anche sulla lista di giudici, diffusa ieri dal Viminale, che secondo lui avrebbero dovuto “astenersi” su alcune sentenze per le loro posizioni politiche pro-migranti: “Non faccio liste. Prendo atto del fatto che, su migliaia di giudici che fanno onestamente il loro lavoro, qualcuno invece fa politica, scrive libri, va a convegni a favore delle porte aperte per l'immigrazione. È normale che un giudice va ad un convegno che è uno spot per l'immigrazione di massa e poi giudica la politica del ministero dell'Interno? Se fai il giudice devi essere imparziale, se vuoi fare politica ti candidi con la sinistra. Se uno pubblicamente va a dire che il decreto sicurezza non va bene, ‘aiutiamo gli immigrati' e poi esamina richieste d'asilo, io dico: o fai il giudice super partes o fai politica”.