Il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, torna a garantire che la quota 100 partirà a inizio 2019. Il ministro dell’Interno smentisce l’ipotesi secondo cui l’avvio del superamento della legge Fornero in tema di pensioni possa essere rinviato, insieme al reddito di cittadinanza, a metà dell’anno prossimo. “Non mi risulta nessun rinvio su quota 100 per le pensioni in manovra. Sono fantasie giornalistiche”, afferma intervistato da Giorgio Zanchini a Radio Anch’io, su Radio 1. Salvini spiega inoltre che “entro oggi ci saranno le stime vere su lavoro, riduzione fiscale, pensioni, reddito di reinserimento al lavoro. Se in manovra avremo messo più soldi, potremo spostarli su altro”.

Salvini parla anche della trattativa con l’Unione europea, che sembra comunque non ritenere come l’unico vincolo sulla manovra: “Noi dobbiamo rispondere agli italiani, non a Juncker, con numeri seri”. “Se abbiamo appostato 16 miliardi e per fare quel che ci proponiamo servono meno soldi di quel che abbiamo messo – precisa ancora – i soldi in più saranno spesi per altro. Ma questo non lo decido io, sono ministro non esperto di stime. Noi vogliamo aiutare l'Italia a crescere”.

Il vicepresidente del Consiglio viene intervistato anche da Mattino Cinque, su Canale 5. E torna sullo stesso argomento, spiegando che l’ipotesi del rinvio di quota 100 e reddito di cittadinanza sarebbe stata smentita questa mattina dal presidente del Consiglio attraverso un messaggio inviato a lui stesso: “I giornali italiani sono incredibili e attribuiscono pensieri, opere o azioni inesistenti. Io a volte leggo sui giornali cose di me che non so neanche io, ceno con gente che non conosco, telefono a gente di cui non ho il numero: ogni tanto mi stupisco, fa parte del gioco. Mi sono impegnato a cominciare a smontare la legge Fornero pezzo per pezzo e fosse l'ultima cosa che faccio al mondo il mio obiettivo è azzerarla e restituire il diritto alla pensione, alla vita, al lavoro a milioni di italiani. Poi se comincia il primo febbraio o il primo marzo non casca il mondo, ma si deve cominciare a inizio 2019”.

Dal sì alla Tav agli incontri con le categorie

Durante l’intervento a Radio Anch’io, Salvini parla anche di altri temi. Non solo il possibile aumento di tasse sulle auto – “sono contrario a ogni ipotesi di nuove tasse sull’auto”, afferma – ma anche la Tav. “Io tifo per il sì sempre e comunque – dichiara Salvini –. Aspettiamo l’esame finale dei tecnici delle stime costi benefici, ma l’Italia ha bisogno di più infrastrutture”. Infine, un annuncio riguardante la sua attività da ministro: “I passati governi hanno aiutato i grandi: le grandi multinazionali, le grandi aziende, le grandi banche. Ma in Italia 9 aziende su 10 hanno meno di 10 dipendenti. Queste dall'anno prossimo, se fatturano meno di 65mila euro, pagheranno solo il 15% dei tasse. Domenica prossima, invece di stare con i miei figli, aprirò comunque le porte del ministero ai rappresentanti di quelle categorie per ascoltare le loro proposte”.