In un mondo dove spesso famiglie o singoli sono completamente esclusi dal mercato immobiliare per via di problemi personali e finanziari cosa c'è di meglio se non mettere insieme le forze per aiutarsi l'un l'altro ad andare avanti. È l'idea alla base di un ambizioso progetto di convivenza dell’associazione Auser Abitare Solidale  che ha lo scopo di mettere in contatto persone vulnerabili affinché si possano aiutare reciprocamente andando anche ad abitare insieme. Un progetto che ha già avuto i suoi successi con alcune storie come quelle di Augusto e Smart, pensionato senza fissa dimora il primo e immigrato non vedente il secondo, che hanno deciso così di andare a vivere insieme per dividere spese e darsi una mano a vicenda. La loro storia, come racconta Jacopo Storni sul Corriere della Sera, è iniziata poco tempo fa quando nemmeno si conoscevano.

Augusto ha un passato da clochard senza soldi per arrivare a fine mese mentre Smart è uno dei tanti disperati che ha intrapreso un viaggio della speranza dall'Africa ed è stato torturato in Libia prima di approdare in Italia in un centro di accoglienza. Due storie molto diverse ma accomunate però dalla sofferenza e dal bisogno di avere un tetto. Da questo bisogno comune è partita l'associazione che con una casa è di proprietà di una parrocchia fiorentina incomodato d'uso è riuscita a dare una casa ai due che ora dividono le spese di gestione delle utenze e si fanno compagnia.

Augusto e Smart ora si prendono cura l'uno dell'altro e sono diventati come padre e figlio, come  una famiglia. La convivenza però è soltanto il primo passo. Lo scopo ultimo dell'iniziativa e che la tranquillità di una casa possa permettere loro di diventare ulteriormente autonomi. Un traguardo che sembra a portata di mano visto che Smart sta facendo il tirocinio per diventare centralinista mentre Augusto ha trovato lavoro come garagista part time per arrotondare la magra pensione