Paperon de' Paperoni, il celebre personaggio dei fumetti, ha un omonimo del XIII secolo.
in foto: Paperon de’ Paperoni, il celebre personaggio dei fumetti, ha un omonimo del XIII secolo.

Nell'antico Salone dei Vescovi del palazzo episcopale di Spoleto è conservato un piccolo pezzo di storia antica che ha del curioso. Fra i numerosi ritratti che ornano la sala, tutti appartenenti a personalità illustri del clero spoletino, quello di un vescovo del XIII secolo spicca fra gli altri. La particolarità? Il suo nome: Paperone de’ Paperoni. Che si tratti di un antenato del ben più famoso, e molto più ricco, Paperone dei fumetti?

A far notare il legame fra i due personaggi è stato, qualche tempo fa, niente meno che l’Osservatore Romano. Ma, al di là della simpatica coincidenza, sembrerebbe che il Paperone medievale niente abbia a che fare con il cinico e spietato, ma simpaticissimo, personaggio creato da Barks alla fine degli anni Quaranta. Questa curiosa coincidenza, oltre a far sorridere, ha il merito di farci tornare indietro ad una storia antica e dimenticata e di farci riscoprire un personaggio che doveva essere fra i più importanti della sua epoca.

Il vero Paperone de’ Paperoni, un vescovo romano

Il dipinto che raffigura il vescovo de Paperoni, a Spoleto.
in foto: Il dipinto che raffigura il vescovo de Paperoni, a Spoleto.

L’ispirazione per lo zio più famoso dei fumetti arrivò dall'altrettanto celebre personaggio di Charles Dickens, Ebenezer Scrooge. Nulla a che vedere dunque con il vescovo di Spoleto, anche se i nobili natali e la ricchezza della famiglia di quest’ultimo non possono che far parlare di una straordinaria coincidenza: Paperone de’ Paperoni, quello vero, nacque a Roma da una nobile famiglia del rione Trastevere.

Anche se molti particolari della sua vita sono sconosciuti, sappiamo che entrò molto giovane nell’ordine domenicano per poi diventare, sotto il pontificato di Clemente IV, vescovo di Foligno. Successivamente gli venne affidato anche il vescovato di Spoleto dove rimase fino al 1290, anno della sua morte.

Nobile e ricco, anche se probabilmente non così venale quanto il suo omonimo disneyano, è certo però che Paperone dovesse essere un uomo rispettato e tenuto in grande considerazione dall’ordine che, durante i lunghi anni del suo vescovato gli affidò numerosi incarichi per conto della Chiesa cattolica. A Fra’ Paperone infatti vennero spesso affidate missioni diplomatiche delicatissime come quella riguardante Rodolfo I di Valois: il conte aveva ripudiato ingiustamente la prima moglie, nobile nipote appartenente al casato di Blois, e per questo era stato scomunicato. Gli storici riferiscono di un ruolo importante di Paperone nell’annullamento della decisione papale avvenuta però, secondo alcuni, dietro il pagamento di un’importante somma di denaro.

Pare inoltre che il nostro amico Paperone sia stato uno degli artefici della pacificazione fra la Chiesa romana e quella ibernica: giunto in Irlanda per volere di papa Eugenio III vi rimase per oltre un mese, durante il quale venne sancita la vicinanza fra Roma e l’Irlanda tramite, fra le altre cose, l’impegno alla riscossione dei tributi dovuti alla Santa Sede e la condanna totale e senza riserve della simonia. Un uomo importante, dunque, che oggi torniamo a riscoprire grazie ad un curioso e chissà quanto infondato caso di omonimia.