papa-francesco-bergoglio-130924131924_big

Al giorno d'oggi, in Europa "mancano leader. L'Europa ha bisogno di leader, leader che vadano avanti…". A parlare è Papa Francesco, in un'intervista al settimanale cattolico "Tertio", rilasciata in occasione della conclusione del giubileo. "Bisogna essere tassativi – ha aggiunto – nessuna religione per il fatto religioso proclama la guerra. Alcune deformazioni religiose sì, per esempio tutte le religioni hanno gruppi fondamentalisti, tutte, anche noi".

Secondo il Pontefice, "una cosa che può fare molto danno nei mezzi di informazione è la disinformazione, cioè, di fronte a qualsiasi situazione dire solo una parte della verità e non l'altra. Questo è disinformare. Perché tu, all'ascoltatore o al telespettatore dai solo la metà della verità, e quindi non può farsi un giudizio serio. La disinformazione è probabilmente il danno più grande che può fare un mezzo, perché orienta l'opinione in una direzione, tralasciando l'altra parte della verità. E poi, credo che i media devono essere molto limpidi, molto trasparenti, e non cadere – senza offesa, per favore – nella malattia della coprofilia, che è voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se siano verità. E siccome la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si può fare molto danno. Quindi direi queste quattro tentazioni. Ma sono costruttori di opinione e possono costruire, e fare bene immenso, immenso".

Parlando del Giubileo, Papa Francesco ne ha raccontato la "genesi":"Io ho sentito che il Signore voleva questo. È stato… Non so come si è formata l'idea nel mio cuore… Un bel giorno ho detto a mons. Fisichella, che era venuto per questioni del suo dicastero: "Come mi piacerebbe fare un Giubileo, un Anno giubilare della Misericordia". E lui mi ha detto: ‘Perché no?'. E così è iniziato l'Anno della Misericordia. È la migliore garanzia che non è stata un'idea umana, ma che viene dall'alto. Credo che l'ha ispirata il Signore. E evidentemente è andato molto bene". Inoltre,"il fatto che il Giubileo non fosse solo a Roma, ma in tutto il mondo, in tutte le diocesi e all'interno di ogni diocesi, ha creato tanto movimento, tanto movimento… e la gente si è mossa molto. Si è mossa molto e si è sentita chiamata a riconciliarsi con Dio, a incontrare nuovamente il Signore, a sentire la carezza del Padre", ha concluso.